Hai finito il manoscritto e ti accorgi di un dettaglio: vuoi davvero che in copertina ci sia il tuo nome? Forse lavori in un ambiente dove un libro di quel genere creerebbe imbarazzo. Forse il tuo cognome è impossibile da scrivere e da ricordare. Forse scrivi da anni in un genere e ora vuoi cambiare strada senza confondere i lettori.
Pubblicare con uno pseudonimo è legittimo e del tutto compatibile con un contratto editoriale. C'è però una regola pratica da tenere a mente: lo pseudonimo è per i lettori, non per l'editore. A chi valuta il tuo manoscritto, e poi a chi firma il contratto, ti presenti con il tuo nome vero.
Perché si sceglie uno pseudonimo
Le ragioni più comuni sono queste:
- Riservatezza. Vuoi tenere separata la vita privata da quella di autore, soprattutto se il libro racconta esperienze personali o tocca temi delicati.
- Lavoro. Il tuo impiego, la tua professione o il tuo ruolo pubblico rendono preferibile non associare il nome a un certo tipo di libro.
- Generi diversi. Chi scrive thriller e vuole pubblicare un libro per ragazzi, o chi passa dalla narrativa alla saggistica, spesso preferisce un nome diverso per ogni pubblico.
- Nome difficile. Un nome lungo, complicato da pronunciare o facile da storpiare è un ostacolo quando un lettore deve cercarti in libreria o online.
- Omonimia. Esiste già un autore con il tuo stesso nome e vuoi evitare confusione.
Non devi giustificare la scelta con nessuno. Basta che sia una decisione ponderata, perché cambiarla dopo l'uscita del libro è molto più complicato.
Che cosa dice la legge
La legge sul diritto d'autore (legge 633/1941) si occupa dello pseudonimo in più punti. Tre ti interessano da vicino.
Chi è considerato autore (art. 8)
È reputato autore dell'opera, salvo prova contraria, chi è indicato come tale nelle forme d'uso, cioè in pratica sul libro. Come nome valgono anche lo pseudonimo, il nome d'arte, la sigla o il segno convenzionale, quando sono notoriamente conosciuti come equivalenti al nome vero. In concreto, se in copertina c'è il tuo pseudonimo, quella è l'indicazione di paternità che il pubblico vede. Man mano che il nome si afferma, diventa a tutti gli effetti il nome con cui sei conosciuto come autore.
I diritti finché non ti riveli (art. 9)
Chi ha pubblicato un'opera anonima o pseudonima, di norma l'editore, può far valere i diritti dell'autore finché questi non si rivela. Fa eccezione il caso dello pseudonimo notorio. La regola esiste proprio perché chi sta dietro un nome d'arte possa restare riservato senza restare scoperto davanti a una violazione.
Il diritto di rivelarti (art. 21)
L'autore di un'opera anonima o pseudonima ha sempre il diritto di rivelarsi e di farne riconoscere la paternità. Nessuna clausola ti toglie la possibilità di dire un giorno «quel libro l'ho scritto io».
Un punto va tenuto fermo: i diritti d'autore appartengono a chi ha creato l'opera. Lo pseudonimo cambia il nome stampato sul libro, non chi ne è l'autore. Per un caso specifico, per esempio un contratto con clausole particolari, ti serve il parere di un avvocato che si occupa di diritto d'autore.
Con l'editore ti presenti con il nome vero
Questa è la parte che sorprende chi parte da zero. Lo pseudonimo compare sulla copertina, nel catalogo e nella promozione. Tutto quello che sta dietro, cioè proposta, contratto, pagamenti e rapporti formali, passa dal tuo nome reale.
Nella proposta
Quando invii il manoscritto, nella mail e sul frontespizio del file scrivi il tuo nome e cognome veri, e indichi con chiarezza lo pseudonimo con cui vorresti uscire. Un editore deve sapere con chi parla, anche solo per rispondere a una persona reale. Un modello semplice:
Gentile redazione,
mi chiamo [nome e cognome reali] e vi propongo il mio romanzo [titolo], [genere], di circa [numero] battute.
Desidero che il libro esca con lo pseudonimo [pseudonimo]. Per ogni comunicazione e per l'eventuale contratto resto a disposizione con i miei dati reali, e vi chiedo di mantenere riservata la mia identità nelle attività di promozione.
Allego sinossi e testo completo.
Cordiali saluti,
[nome e cognome reali]
Per il resto della mail e per l'impostazione generale trovi un modello più completo in lettera di presentazione per una casa editrice.
Nel contratto
Il contratto si firma con i tuoi dati anagrafici. Verifica che sia scritto in modo esplicito con quale nome uscirà il libro, in modo che lo pseudonimo sia indicato nel testo e non solo promesso a voce. Se la riservatezza è importante, chiedi anche per iscritto che l'editore non diffonda la tua identità reale in comunicati, presentazioni e uffici stampa senza il tuo consenso. Sulle altre clausole da controllare, dalla durata dei diritti ai compensi, vedi il contratto di edizione: le clausole da leggere prima di firmare.
Compensi e aspetti fiscali
Le royalties sono dovute a te, non al personaggio che hai creato. I compensi vengono pagati e documentati intestandoli al nome reale, e restano nella tua posizione fiscale. Per come gestirli nel tuo caso, rivolgiti a un commercialista: dipende dalla tua situazione e non si risolve con una regola valida per tutti.
Come scegliere uno pseudonimo
Un buon nome d'arte si sceglie con la stessa cura con cui si sceglie il titolo. Questi controlli ti evitano problemi.
- Cerca se è già usato. Cerca il nome nelle librerie online, nei cataloghi e sui motori di ricerca. Controlla anche i nomi simili: un autore con un nome quasi identico al tuo crea confusione, per te e per i lettori.
- Verifica che non coincida con un marchio o con una persona nota. Un nome uguale a quello di un'azienda, di un prodotto o di un personaggio pubblico può darti guai e rendere meno attraente la tua proposta.
- Scegli un nome coerente con il genere. Un nome asciutto e breve funziona bene per un thriller; per un libro per bambini conta la simpatia e la facilità di lettura. Lo pseudonimo racconta già qualcosa del libro.
- Leggilo ad alta voce. Deve essere facile da pronunciare, da scrivere e da ricordare dopo averlo sentito una volta.
- Controlla dominio e profili social. Prima di decidere, verifica che l'indirizzo web e i profili con quel nome siano liberi. Se dovrai costruire una presenza online come autore, ti serviranno.
- Non imitare un autore affermato. Un nome che richiama volutamente un altro scrittore è un cattivo inizio e confonde i lettori.
Dopo aver scelto, usalo sempre in modo uniforme: stessa grafia, stesse maiuscole, stesso ordine di nome e cognome in sinossi, profili e biografia.
Si può rivelare l'identità in seguito
Sì. La legge, come hai visto, ti riconosce sempre il diritto di rivelarti. Puoi farlo quando vuoi: dopo il primo libro, dopo un successo, in una nota biografica o in un'intervista. Molti autori scelgono di tenere lo pseudonimo per tutta la carriera, altri lo svelano quando il motivo originario non c'è più.
Se pensi che un giorno potresti volerlo fare, tienilo presente fin dall'inizio. Parlane con l'editore in fase di trattativa e verifica che il contratto non contenga impegni che renderebbero la scelta difficile.
L'errore da evitare: presentarti solo con lo pseudonimo
L'errore più frequente è inviare il manoscritto firmandosi soltanto con il nome d'arte, senza dire chi sei. Dal punto di vista dell'editore è un problema pratico: non sa con chi ha a che fare, non può preparare un contratto con una persona identificabile e non sa a chi intestare i pagamenti. Rischia anche di sembrare una scelta evasiva, e una proposta che lascia dubbi sull'identità ha meno possibilità di essere presa sul serio.
Ci sono altri errori collegati:
- Dimenticare impegni precedenti. Se hai già firmato un contratto con un altro editore, verifica che non contenga clausole di preferenza o di opzione sulle tue opere future. Cambiare nome non le fa decadere.
- Non proteggere il testo con il tuo nome vero. Se vuoi un riferimento di data certa, intestalo a te. Per i metodi possibili vedi come proteggere un manoscritto prima di inviarlo.
- Cambiare pseudonimo a metà strada. Se in fase di trattativa cambi nome, rendi più difficile ogni verifica e ogni comunicazione.
Se stai ancora cercando un editore e vuoi capire come muoverti, parti da come farsi pubblicare un libro da una casa editrice, senza pagare.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Scegliere lo pseudonimo è una decisione tua. Il resto, cioè un testo pronto e una proposta chiara, si costruisce passo dopo passo, e qui possiamo darti una mano.
Leggiamo il manoscritto per intero: l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna. Se il testo non è ancora pronto lo diciamo, senza vendere corsi. Poi si lavora all'editing insieme, capitolo per capitolo, con commenti a margine, e l'ultima parola sul testo resta sempre tua.
Per la presentazione preparamo scheda editoriale, sinossi, profilo dell'autore ed estratti. Le case editrici si scelgono per collana e catalogo, non a caso, e solo fra quelle che non chiedono soldi, contributi o acquisto di copie. Contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le cinque garanzie, tra cui royalties di almeno il 15% con la base di calcolo scritta nel contratto. Le spieghiamo riga per riga, ed è il momento giusto per controllare quanto abbiamo visto sopra, a partire dal nome con cui uscirà il libro. Decidi e firmi tu.
Se vuoi un riferimento di data certa prima di inviare il testo a chiunque, il deposito gratuito del manoscritto è disponibile anche per chi non si fa rappresentare.
Se il tuo libro è pronto, puoi candidare il manoscritto.
Domande frequenti
Posso pubblicare con uno pseudonimo con una casa editrice tradizionale?
Sì, è una pratica normale e lecita. All'editore ti presenti con il tuo nome reale e gli indichi lo pseudonimo con cui vuoi uscire; il nome d'arte compare poi in copertina e nella promozione.
Chi è l'autore di un libro firmato con uno pseudonimo?
Autore è chi ha creato l'opera, indipendentemente dal nome stampato in copertina. La legge sul diritto d'autore reputa autore chi è indicato come tale nelle forme d'uso e riconosce come nome anche lo pseudonimo o il nome d'arte notoriamente conosciuti come equivalenti al nome vero.
Posso rivelare la mia identità dopo la pubblicazione?
Sì. L'autore di un'opera pseudonima ha sempre il diritto di rivelarsi e di farne riconoscere la paternità. Finché non lo fai, i diritti dell'autore possono essere fatti valere da chi ha pubblicato l'opera, salvo il caso dello pseudonimo notorio.
Con uno pseudonimo i compensi vanno a un altro nome?
No. Le royalties spettano a te e vengono riconosciute al tuo nome reale, quello indicato nel contratto, perché lo pseudonimo compare solo in copertina. Per gli aspetti fiscali conviene consultare un commercialista che conosca la tua situazione.