«Il 10%». Nel contratto di edizione la cifra che salta all'occhio è quasi sempre questa. Ma una percentuale, da sola, non dice quanto guadagnerai: dipende da che cosa viene calcolata, da quali copie contano e da quando vieni pagato. Due contratti con la stessa percentuale possono valere importi molto diversi.
Le royalties sono il compenso che l'editore riconosce all'autore per lo sfruttamento dell'opera, di solito in proporzione alle copie vendute. Sono la voce che, nel tempo, determina quanto rende davvero un libro. Per questo conviene capirle prima di firmare, e non quando arriva il primo rendiconto.
Che cosa sono le royalties e che cosa è l'anticipo
Le royalties, chiamate anche diritti d'autore o percentuali, sono una quota calcolata sulle vendite. L'editore sostiene i costi di edizione, stampa, distribuzione e promozione. L'autore partecipa ai risultati: se il libro vende, guadagna in proporzione.
L'anticipo è una somma che l'editore versa prima che il libro abbia venduto, a valere sulle royalties future. Può essere pagato alla firma, all'uscita del libro o in più rate. Funziona così: le royalties maturate con le vendite vengono prima imputate all'anticipo già ricevuto, e solo dopo averlo coperto cominciano a tradursi in pagamenti. Di norma, se le vendite non lo coprono, l'anticipo non va restituito, ma è un punto da verificare nel testo del contratto.
La presenza o l'assenza di un anticipo non dice, da sola, se un editore è serio. Quello che conta è che tutto sia scritto: importo, momento del pagamento e modalità con cui viene recuperato.
Che cosa dice la legge e che cosa dice la prassi
La legge sul diritto d'autore (Legge 633/1941, art. 130) stabilisce che, salvo patto contrario, il compenso dell'autore è una partecipazione calcolata in percentuale sul prezzo di copertina degli esemplari venduti. Nei contratti di questo tipo l'editore deve inoltre rendere conto annualmente delle copie vendute.
«Salvo patto contrario» significa che le parti possono accordarsi diversamente, e molti contratti lo fanno. La percentuale, quindi, è un numero che va sempre letto insieme alla sua base di calcolo.
Quanto alle cifre, nella narrativa cartacea sono diffuse royalties tra il 6% e il 10% del prezzo di copertina. È una prassi di mercato, quindi un'indicazione e non una regola: ogni contratto ha le sue condizioni, e la tipologia di libro, l'editore e l'autore possono far variare molto il quadro.
La base di calcolo: prezzo di copertina o ricavi dell'editore
È il punto decisivo, e quello che si legge più spesso in fretta. Ci sono due basi molto diffuse.
Percentuale sul prezzo di copertina
La percentuale si applica al prezzo stampato sul libro, quello che paga il lettore. Ogni copia venduta genera per l'autore una cifra facile da prevedere.
Percentuale sui ricavi dell'editore
La percentuale si applica a quanto l'editore incassa davvero dalla vendita. Il prezzo di copertina, infatti, non resta per intero all'editore: una parte va a chi distribuisce e a chi vende il libro. Il contratto dovrebbe dire con precisione che cosa si intende per «ricavi», «incassi» o «ricavi netti», perché sono espressioni che possono significare cose diverse.
Lo stesso 10%, due cifre diverse
Facciamo un esempio con numeri di fantasia, solo per capire il meccanismo. Supponiamo un libro con prezzo di copertina di 20 euro, e supponiamo che all'editore, per ogni copia, restino 10 euro.
- Con il 10% sul prezzo di copertina, ogni copia venduta vale 2 euro all'autore.
- Con il 10% sui ricavi dell'editore, ogni copia venduta vale 1 euro all'autore.
Per ottenere gli stessi 2 euro con la seconda base servirebbe una percentuale del 20%. Questo non significa che una base sia migliore dell'altra in assoluto: significa che due percentuali scritte con basi diverse non si possono confrontare a colpo d'occhio. Prima di giudicare una cifra, chiediti sempre «percentuale di che cosa?».
Chi decide il prezzo di copertina
Se la tua percentuale si calcola sul prezzo di copertina, il prezzo conta. La legge (art. 131) prevede che sia fissato dall'editore, con tempestivo avviso all'autore. L'autore può opporsi se il prezzo pregiudica gravemente i suoi interessi e la diffusione dell'opera.
Percentuali a scaglioni
In molti contratti la percentuale non è unica, ma cresce al crescere delle vendite. Per esempio, una certa percentuale fino a un certo numero di copie, una più alta oltre quella soglia. Sono scaglioni che premiano il libro che funziona.
Leggi con attenzione tre cose:
- a che cosa si riferisce la soglia: copie stampate, vendute, vendute nell'anno oppure dall'uscita del libro;
- se gli scaglioni valgono per tutti i formati o solo per alcuni;
- se la percentuale più alta si applica solo alle copie oltre la soglia o a tutte quelle vendute.
Una percentuale alta che scatta solo dopo un numero di copie difficilmente raggiungibile ha poco valore pratico.
Formati diversi, percentuali diverse
Il libro non esiste in un solo formato, e il contratto spesso prevede percentuali diverse per ciascuno:
- cartaceo, con eventuali differenze tra copertina rigida e brossura;
- ebook, per cui la base di calcolo spesso non coincide con quella del cartaceo;
- audiolibro, se i relativi diritti sono ceduti all'editore;
- edizioni economiche o tascabili, che hanno prezzi e meccanismi propri;
- diritti esteri e traduzioni, per cui di solito l'autore riceve una quota di quanto l'editore incassa dalla cessione.
Chiediti sempre quali diritti stai cedendo e con quale compenso per ciascuno. Se cedi i diritti per un formato, il contratto deve dire quanto ti spetta per quel formato. Un silenzio su un diritto ceduto è un buco da chiudere prima della firma.
Rese e copie omaggio: le copie che non pagano
Le royalties si calcolano sulle copie vendute, non su quelle stampate. Due categorie, in particolare, non generano compenso.
Le rese. Le librerie possono restituire all'editore le copie rimaste invendute. Una copia resa è una vendita che, di fatto, non c'è stata: nel rendiconto compare in detrazione, e può ridurre le royalties maturate. Alcuni contratti prevedono un accantonamento in attesa di conoscere le rese: controlla se c'è, per quale quota e per quanto tempo.
Le copie omaggio. Sono le copie date a recensori, librerie, giornalisti, e quelle riservate all'autore. Non vengono vendute, quindi non danno royalties. È normale, ma il contratto dovrebbe dire quante copie omaggio ricevi tu e quante ne può distribuire l'editore per promozione.
Rendiconto e pagamento
Il rendiconto è il documento con cui l'editore ti dice quante copie sono state vendute e quanto ti spetta. La legge prevede che, nei contratti a partecipazione, l'editore renda conto annualmente delle copie vendute. Il contratto può poi precisare i tempi di pagamento e il modo in cui il rendiconto viene inviato.
Un buon rendiconto è leggibile. Dovrebbe indicare, almeno:
- le copie stampate, vendute, rese e date in omaggio, distinte per formato;
- la base su cui è calcolata la percentuale e gli scaglioni applicati;
- l'eventuale anticipo già versato e quanto ne resta da recuperare;
- l'importo dovuto e la data prevista per il pagamento.
Se un dato non è chiaro, chiedi spiegazioni per iscritto. Conservare le comunicazioni ti aiuta se in seguito serve ricostruire cosa è stato detto.
Le clausole da controllare prima di firmare
Prima di dire sì, rileggi il contratto con questa lista:
- la base di calcolo della percentuale, scritta per esteso e con le definizioni di «prezzo di copertina» o «ricavi»;
- la percentuale per ogni formato e per ogni diritto ceduto;
- gli scaglioni, con la soglia e l'oggetto a cui si riferisce;
- l'anticipo: importo, scadenze, modalità di recupero e restituzione;
- il trattamento di rese ed eventuali accantonamenti;
- le copie omaggio per te e per la promozione;
- la cadenza del rendiconto, i termini di pagamento e la possibilità di verificare i dati;
- l'assenza di costi a tuo carico, a qualunque titolo.
L'ultimo punto è il più importante. Royalties alte calcolate su una base poco chiara, accompagnate da un contributo o da un acquisto di copie, sono un segnale tipico dell'editoria a pagamento: ne parliamo in come riconoscerla prima di firmare. Per le altre clausole del contratto, come durata e diritti ceduti, c'è la guida a le clausole da leggere prima di firmare. Se invece vuoi capire che cosa significano queste cifre sul piano dei guadagni complessivi, leggi quanto guadagna uno scrittore in Italia.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Davanti a un contratto di edizione la domanda giusta è «percentuale di che cosa?». Rispondere è metà del lavoro, l'altra metà è trattare, e non sempre un autore ha gli strumenti per farlo da solo.
Agenzia Letteraria Italia rappresenta autori presso case editrici non a pagamento: presenta il tuo libro solo a editori che non chiedono soldi, contributi, acquisto di copie o servizi a pagamento. Le case editrici si scelgono per collana e catalogo, non a caso. Per i nostri autori contrattiamo con gli editori giusti e facciamo rispettare le cinque garanzie, spiegate riga per riga. Sul tema di questo articolo contano soprattutto tre:
- royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore, con la base di calcolo scritta nel contratto;
- copie in omaggio;
- un piano di marketing e distribuzione presentato prima della firma e allegato al contratto di edizione.
Decidi e firmi sempre tu.
Prima di iniziare puoi leggere per intero il contratto di affidamento. Entra in vigore solo se la valutazione del manoscritto è positiva, e fino ad allora non ci sono né esclusiva né compensi. L'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna. Se vuoi che leggiamo il tuo libro, puoi candidare il manoscritto.
Domande frequenti
Quanto guadagna un autore per ogni libro venduto?
Dipende dal prezzo di copertina, dalla percentuale pattuita, dalla base su cui è calcolata e dal formato. Nella narrativa cartacea sono diffuse royalties fra il 6% e il 10% del prezzo di copertina, ma è una prassi indicativa e non una norma. Per sapere la cifra esatta devi leggere la base di calcolo scritta nel tuo contratto.
Le royalties si calcolano sul prezzo di copertina o sui ricavi dell'editore?
La legge sul diritto d'autore prevede, salvo patto contrario, una percentuale sul prezzo di copertina degli esemplari venduti. Molti contratti scelgono però una base diversa, come i ricavi dell'editore. Quello che conta è che la base sia indicata per esteso, perché la stessa percentuale produce importi diversi a seconda di come viene calcolata.
L'anticipo sulle royalties va restituito se il libro vende poco?
Di norma l'anticipo non va restituito: è una somma pagata in anticipo e recuperata con le royalties che il libro matura. Fino a quando non è coperto dalle vendite, non ricevi altri pagamenti. Verifica comunque nel contratto che non siano previste condizioni diverse.
Ogni quanto devo ricevere il rendiconto delle vendite?
Nei contratti a partecipazione la legge prevede che l'editore renda conto delle copie vendute annualmente. Il contratto può precisare scadenze, forma del rendiconto e tempi di pagamento. Se non sono indicati, chiedi di metterli per iscritto prima di firmare.