Una risposta entusiasta dopo pochi giorni, i complimenti per il tuo «talento raro», un contratto già pronto. E poi, a pagina tre, una riga che parla di contributo, di copie da acquistare o di un pacchetto promozionale. È lo schema tipico dell'editoria a pagamento, ed è utile saperlo riconoscere prima di firmare.
Che cos'è l'editoria a pagamento
Si parla di editoria a pagamento, o EAP, quando è l'autore a finanziare la pubblicazione del proprio libro, in tutto o in parte. Le forme sono diverse, ma la sostanza è la stessa:
- un contributo alle spese, a volte chiamato «coedizione» o «compartecipazione»;
- l'acquisto obbligatorio di copie, spesso un numero fisso, a prezzo pieno o con uno sconto modesto;
- l'acquisto di servizi (editing, promozione, ufficio stampa, presentazioni) come condizione per pubblicare;
- una quota di lettura o di «valutazione» da pagare per far esaminare il testo.
Una casa editrice No EAP è l'opposto: non chiede nulla all'autore, sostiene tutti i costi e guadagna solo se il libro vende.
Perché è una cattiva strada per un autore
Il problema non è soltanto il costo. È quello che il pagamento cambia nel comportamento dell'editore:
- l'editore ha già guadagnato. Il suo margine arriva dal tuo contributo, non dalle vendite. Non ha bisogno che il libro vada in libreria;
- la selezione salta. Se il guadagno viene dagli autori, conviene pubblicare tutti. Il catalogo si riempie di titoli che nessuno promuove;
- la distribuzione è spesso solo nominale. Il libro risulta «ordinabile», ma sugli scaffali delle librerie non arriva;
- la reputazione ne risente. Un esordio con un editore a pagamento può pesare quando, più avanti, proporrai un nuovo libro a un editore tradizionale o a un agente.
Non è illegale: è un servizio che alcune persone scelgono consapevolmente, per esempio per stampare un libro di famiglia. Il punto è che non è pubblicare nel senso in cui lo intende chi sogna di vedere il suo romanzo in libreria.
I segnali nel primo contatto
- Rispondono subito, spesso in pochi giorni, mentre gli editori tradizionali impiegano settimane o mesi.
- Lodi generiche: il testo è «di grande valore», «perfetto per il mercato», senza nessun riferimento preciso a personaggi, trama o stile.
- Nessuna richiesta di modifiche: il testo va benissimo così com'è, anche se non l'hai fatto rileggere a nessuno.
- Fretta: l'offerta «scade», ci sono «pochi posti nella collana», bisogna decidere in fretta.
- Un premio letterario vinto, seguito da una proposta di pubblicazione con contributo.
I segnali nel contratto
Leggi il contratto per intero, comprese le appendici e i moduli d'ordine. Sono campanelli d'allarme:
- qualunque cifra a carico dell'autore, comunque sia chiamata;
- l'impegno ad acquistare copie, anche se presentato come «prenotazione» o «sconto riservato all'autore»;
- servizi aggiuntivi obbligatori o «fortemente consigliati» per l'uscita del libro;
- royalties alte calcolate su una base poco chiara, o che scattano solo dopo un certo numero di copie vendute;
- una durata molto lunga della cessione dei diritti senza che l'editore si impegni a nulla di concreto.
Un contratto di una casa editrice non a pagamento dice cosa l'editore si impegna a fare per il libro, non cosa l'autore deve pagare.
Le domande da fare prima di firmare
- «Il contratto prevede costi, a qualunque titolo, a carico mio?»
- «Sono obbligato ad acquistare copie del libro?»
- «In quali librerie fisiche arriva il libro, e con quale distributore?»
- «Quante copie ha venduto un vostro esordiente negli ultimi due anni?»
- «Le royalties su che cosa si calcolano, e quando vengono pagate?»
Un editore serio risponde senza imbarazzo. Se le risposte sono vaghe, hai già la risposta.
E se hai già firmato?
Rileggi il contratto con calma e verifica le clausole su durata, recesso e diritti ceduti. Se hai dubbi sulla validità o sugli obblighi, rivolgiti a un avvocato che si occupa di diritto d'autore o a un'associazione di consumatori: ogni contratto è diverso, e una consulenza sul testo preciso vale più di qualunque guida.
Come evitarla del tutto
- Costruisci la tua lista di editori verificando ogni nome: case editrici che accettano manoscritti.
- Diffida dei concorsi che premiano con una pubblicazione a contributo.
- Se ti affidi a un'agenzia letteraria, scegline una che presenti solo case editrici No EAP e che non chieda soldi per leggere: come scegliere un'agenzia letteraria.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Riconoscere un editore a pagamento è metà del lavoro. L'altra metà è individuare quelli giusti e valutare con lucidità ciò che propongono.
Agenzia Letteraria Italia rappresenta gli autori presso case editrici No EAP: presenta il manoscritto solo a editori che non chiedono soldi, né contributi, né acquisto di copie, né servizi a pagamento. Le case editrici si scelgono per collana e catalogo, non a caso. Contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le cinque garanzie, spiegate riga per riga:
- solo case editrici No EAP;
- royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore, con la base di calcolo scritta nel contratto;
- copie in omaggio;
- presenza del libro alle fiere a cui l'editore partecipa;
- piano di marketing e distribuzione presentato prima della firma e allegato al contratto.
Decidi e firmi sempre tu.
Anche il contratto di affidamento lo leggi per intero prima di firmarlo. Entra in vigore solo se la valutazione del manoscritto è positiva e, fino ad allora, non c'è esclusiva né compenso. Se vuoi solo mettere al sicuro il testo, la tutela gratuita con data certa è aperta anche a chi non si fa rappresentare.
Se hai un manoscritto pronto, puoi candidarlo qui: l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna.
Domande frequenti
Che cosa significa EAP?
EAP significa editoria a pagamento: la pubblicazione è finanziata, in tutto o in parte, dall'autore, con un contributo, con l'acquisto obbligatorio di copie o con servizi a pagamento. Una casa editrice No EAP non chiede nulla all'autore.
L'editoria a pagamento è illegale?
No, non è illegale: è un servizio a pagamento. Il problema è che spesso si presenta come editoria tradizionale e che, avendo già guadagnato dall'autore, l'editore ha poco interesse a vendere il libro.
Comprare qualche copia del proprio libro è editoria a pagamento?
Se l'acquisto è una condizione per pubblicare, sì. Un autore può naturalmente comprare copie del proprio libro se lo desidera, ma un contratto serio non lo obbliga a farlo e di solito gli riconosce delle copie in omaggio.
Come capisco se un editore distribuisce davvero in libreria?
Chiedi il nome del distributore e cerca alcuni titoli del suo catalogo nelle librerie online più diffuse e in una libreria fisica. Se i libri risultano solo sul sito dell'editore o arrivano solo su ordinazione, la distribuzione è debole.