Il libro è uscito, la copertina è bellissima, il contratto è firmato. E poi arriva la domanda che quasi ogni autore si fa: adesso che cosa devo fare io? Alcuni pensano che la promozione sia affare esclusivo dell'editore, altri si convincono che dovranno fare tutto da soli. La verità sta nel mezzo, ed è meno spaventosa di come appare.
Promuovere un libro non significa riempire i social di annunci né rincorrere chiunque abbia un microfono. Significa far sapere alle persone che potrebbero leggerlo che esiste, nei posti giusti e con una voce credibile, e continuare a farlo nel tempo. Un libro non vive solo nel mese dell'uscita: spesso trova i suoi lettori molto dopo, grazie al passaparola e a qualcuno che lo ha messo in mano a un'altra persona.
Qui trovi che cosa fa di solito una casa editrice, che cosa ci si aspetta dall'autore e quali strumenti hanno senso davvero, senza trucchi e senza scorciatoie.
Che cosa fa l'editore e che cosa ci si aspetta da te
Il lavoro della casa editrice
Una casa editrice che non chiede nulla all'autore guadagna solo se il libro vende, quindi ha un interesse concreto a farlo conoscere. Le attività tipiche sono:
- la distribuzione, cioè far arrivare il libro nelle librerie fisiche e online: se vuoi capire come funziona, leggi come arriva un libro in libreria;
- i rapporti con le librerie, spesso tramite promotori che presentano le novità ai librai;
- l'invio di copie a giornalisti, recensori e blogger di settore;
- la presenza del libro sui canali dell'editore: sito, catalogo, newsletter, profili social;
- la partecipazione a fiere e festival, di solito con i titoli di punta del periodo.
Quanto di tutto questo tocchi al tuo libro dipende dalla dimensione dell'editore, dal momento in cui esce e dal posto che occupa nel catalogo. Un editore piccolo ha meno mezzi ma può dedicare più attenzione a un singolo titolo; uno grande ha più strumenti ma molti libri da seguire nello stesso periodo.
Per questo conviene chiedere le cose in modo esplicito prima di firmare. Fra le garanzie di Agenzia Letteraria Italia c'è proprio questo: l'editore redige un piano di marketing e distribuzione, lo presenta all'autore prima della firma e lo allega al contratto di edizione. Che tu abbia o no un'agenzia, è una buona pratica da pretendere: sapere in anticipo che cosa verrà fatto è molto meglio che scoprirlo dopo l'uscita.
Il tuo contributo
All'autore non si chiede di trasformarsi in un ufficio marketing. Si chiede di essere presente e collaborativo:
- mettere a disposizione una buona biografia e materiali di presentazione (ne parliamo in come scrivere la biografia dell'autore);
- rendersi disponibile per presentazioni, interviste ed eventi;
- far conoscere il libro alla propria rete di contatti, nei luoghi che frequenta davvero;
- segnalare all'editore occasioni che solo tu conosci: la biblioteca del tuo paese, il giornale della tua città, un'associazione, un festival vicino a te.
L'ultimo punto è il più sottovalutato. Nessuno conosce il tuo territorio meglio di te, e spesso le occasioni migliori nascono lì.
Prima dell'uscita: costruisci le basi
La promozione comincia prima che il libro sia in vendita. Qualche settimana di preparazione fa risparmiare molta fatica:
- Raccogli i contatti utili: librerie che frequenti, biblioteche, giornalisti locali, gruppi di lettura, associazioni legate al tema del libro.
- Prepara i materiali: una biografia breve e una più lunga, una foto decente, una descrizione del libro di poche righe, un estratto da condividere.
- Concorda con l'editore i ruoli: chi scrive ai librai, chi contatta la stampa, chi gestisce gli eventi. Evita di contattare le stesse persone in doppio.
- Leggi il contratto per capire se ci sono impegni o diritti legati alla promozione: le clausole da controllare.
Presentazioni in libreria e in biblioteca
La presentazione è lo strumento classico, e funziona ancora, ma solo se la prepari con cura. Una sala vuota è peggio di nessun evento, quindi non fissare la data prima di sapere chi puoi realisticamente invitare.
Alcune regole pratiche:
- Non fare un monologo. Chiedi a una persona di condurre la serata con domande vere: un giornalista, un insegnante, un altro autore, un lettore appassionato.
- Leggi poco e scegli bene. Un brano breve, che si regga da solo, vale più di venti minuti di lettura ininterrotta.
- Collega il libro a un tema. Se il romanzo parla di mare, di migrazioni, di montagna o di lavoro, cerca chi si occupa già di quel tema: un circolo, una scuola, un'associazione.
- Porta le persone, non solo il libro. Avvisa i tuoi contatti uno a uno, con un messaggio personale: un invito generico in una chat di gruppo convince pochi.
- Coinvolgi la biblioteca. Molte biblioteche organizzano incontri con gli autori, hanno un pubblico di lettori abituali e non chiedono nulla in cambio. Chiedi se hanno una rassegna a cui partecipare.
Dopo l'evento, ringrazia chi ti ha ospitato. Sembra ovvio, ma è il modo in cui si costruiscono rapporti che portano al secondo invito.
Rapporti con i librai
Il libraio è un alleato, non un canale da saturare. Un libro che il libraio ha letto o che gli è stato raccontato bene può finire sul banco, nel consiglio a un cliente, nella vetrina. Un messaggio insistente, invece, finisce quasi sempre nel cestino.
Qualche accorgimento:
- vai in libreria da cliente, prima di presentarti da autore;
- non pretendere che abbiano il libro: chiedi se è possibile averlo, e ricorda che ordinare un titolo è semplice per chi lavora con i distributori;
- parla del libro e del lettore a cui è adatto, non di quanto sei bravo;
- se la libreria organizza eventi, proponi un'idea precisa invece di chiedere genericamente «uno spazio».
Un messaggio breve e rispettoso può bastare:
Buongiorno, mi chiamo [nome] e sono un'autrice/un autore del territorio. A [mese] esce il mio romanzo [titolo] per [casa editrice], una storia di [tema in una riga]. Mi farebbe piacere lasciarle una copia e sapere se potrebbe interessare ai suoi clienti. Se le fa comodo, posso passare in libreria in un orario in cui c'è meno gente. Grazie per l'attenzione.
Stampa locale
I giornali, le radio e le televisioni locali cercano storie che riguardano il proprio territorio, e un autore del posto è già una notizia. Rivolgiti prima di tutto a loro, perché le probabilità di ottenere spazio sono più alte e il lettore è spesso a pochi chilometri da te.
Per farti ascoltare:
- scrivi un comunicato breve: titolo chiaro, di che cosa parla il libro, quando e dove presentarlo, un contatto;
- indica l'aggancio con il territorio: un luogo, un fatto storico, un mestiere, una persona del posto;
- offri una copia e disponibilità per un'intervista;
- non insistere: un secondo messaggio educato dopo qualche giorno basta.
Se l'editore ha un ufficio stampa, coordinati con lui. L'obiettivo è che stampa nazionale e locale ricevano messaggi coerenti, senza sovrapposizioni.
I social, con misura
I social servono a mantenere vivo il libro, non a urlarne l'esistenza. Un autore che pubblica ogni giorno lo stesso annuncio stanca in fretta; uno che racconta il libro e il suo percorso in modo vario costruisce un pubblico.
Contenuti che funzionano meglio dell'annuncio puro:
- dietro le quinte: come è nata l'idea, i luoghi che hanno ispirato la storia, le ricerche fatte;
- brevi estratti scelti con cura, senza svelare il finale;
- momenti degli eventi: una foto della sala, una frase detta da un lettore;
- le letture che ami, perché un autore che parla di libri è più credibile di uno che parla solo del proprio.
Non serve essere ovunque. Scegli il canale in cui i tuoi lettori ci sono davvero e frequentalo con regolarità, rispondendo a chi ti scrive. Meglio poche cose fatte con costanza che molte fatte per un mese e poi abbandonate.
La newsletter
Un elenco di persone che hanno scelto di ricevere i tuoi messaggi è un patrimonio che non dipende dagli umori di un social. Una newsletter permette di raccontare con calma, di avvisare per un evento e di mantenere un rapporto con chi ha già letto il libro.
Per tenerla viva:
- chiedi l'iscrizione in modo esplicito, per esempio al termine di una presentazione, e rispetta sempre la volontà di chi non vuole riceverla;
- scrivi poco ma con regolarità, con contenuti che abbiano un valore: un retroscena, una lettura, una notizia;
- non trasformarla in una raffica di inviti all'acquisto.
Festival e fiere
Festival, rassegne e fiere sono occasioni di visibilità, ma non sono per tutti i libri e non sono automatiche. Spesso partecipano gli autori invitati dagli organizzatori o proposti dall'editore, e per un esordiente il primo palco è più facilmente un evento piccolo, locale, tematico. Prima di puntare in alto, cerca festival coerenti con il genere e con il tema del libro. Per capire come ragionare, leggi a che cosa servono le fiere a un autore.
Recensioni: solo oneste
Le recensioni sono preziose, ma solo se sono vere. Comprarle, scambiarle in massa o scriverle da soli sotto falso nome è una pratica scorretta verso i lettori, e prima o poi si nota: i toni sono uguali, i profili sono vuoti, i giudizi sono troppo entusiasti. Danneggia il libro e la tua reputazione.
Il modo corretto è meno veloce ma più solido:
- chiedi con garbo a lettori, librai e blogger di dire la loro, senza chiedere un voto alto;
- accetta anche i giudizi critici: una recensione tiepida e sincera pesa più di dieci elogi sospetti;
- ringrazia chi scrive, ma non discutere con chi non ha apprezzato il libro;
- se un recensore non risponde, non insistere.
La costanza nel tempo
La parte più difficile della promozione non è un'idea geniale: è continuare quando il clamore dell'uscita è passato. Un libro si fa conoscere a ondate. C'è l'uscita, poi un evento, poi una recensione che nessuno si aspettava, poi un lettore che lo consiglia al suo gruppo di lettura.
Per questo conviene darsi un ritmo sostenibile: un appuntamento al mese, un messaggio ai librai che ti hanno sostenuto, un aggiornamento alla newsletter. E tenere sempre una cosa a mente: ogni azione piccola e onesta si somma alle altre, mentre un colpo solo, per quanto rumoroso, svanisce presto.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Come hai visto, buona parte della promozione si decide prima dell'uscita, e anzi prima della firma: è nel contratto che si capisce che cosa l'editore farà davvero per il tuo libro. È il punto in cui un'agenzia può esserti utile.
Agenzia Letteraria Italia rappresenta gli autori solo presso case editrici che non chiedono soldi, contributi, acquisto di copie o servizi a pagamento. Leggiamo il manoscritto per intero e ti diamo l'esito della prima lettura entro 21 giorni dalla consegna. Se il testo non è ancora pronto lo diciamo, senza vendere corsi. Poi lavoriamo insieme sul testo e lo presentiamo agli editori scelti per collana e catalogo, con scheda editoriale, sinossi, profilo dell'autore ed estratti. Trovi tutti i passaggi in come lavoriamo.
Contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le cinque garanzie, spiegate riga per riga. Tre riguardano da vicino ciò di cui abbiamo parlato:
- un piano di marketing e distribuzione presentato prima della firma e allegato al contratto di edizione;
- la presenza del libro alle fiere a cui l'editore partecipa;
- le copie in omaggio.
Completano il quadro royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore, con la base di calcolo scritta nel contratto. Decidi e firmi sempre tu, e nessun esito è garantito.
Se hai un manoscritto pronto, puoi candidarlo qui: bastano nome ed email.
Domande frequenti
Un autore deve promuovere il proprio libro anche se ha un editore?
Sì, in una misura ragionevole. L'editore si occupa di distribuzione, rapporti con librai e stampa, ma il contributo dell'autore, fatto di presenza, disponibilità e conoscenza del proprio territorio, spesso fa la differenza. Non devi fare l'ufficio marketing: devi essere un alleato attivo.
Quando conviene cominciare a promuovere un libro?
Conviene cominciare prima dell'uscita, preparando contatti, materiali e idee per gli eventi. Dopo l'uscita la promozione prosegue nel tempo, perché un libro trova i suoi lettori anche a distanza di mesi. Concordare i ruoli con l'editore evita sovrapposizioni e dimenticanze.
Servono davvero i social per promuovere un libro?
Possono aiutare, ma non sono indispensabili e non bastano da soli. Funzionano se li usi con regolarità e con contenuti vari, non solo con annunci di vendita. Se non ti trovi a tuo agio, puoi concentrarti su presentazioni, librai, stampa locale e newsletter.
Posso comprare recensioni per far salire il mio libro?
Non è una buona idea. Le recensioni comprate o scritte da persone che non hanno letto il libro ingannano i lettori e, quando vengono scoperte, danneggiano la tua credibilità. Molto meglio chiedere in modo onesto a lettori reali, anche a costo di ricevere meno commenti.