Se hai un manoscritto nel cassetto, prima o poi ti verrà l'idea: andare a una fiera del libro, cercare gli stand degli editori, consegnare il testo a mano. Sembra una scorciatoia. In realtà è uno dei modi meno efficaci di usare una fiera, e rischia di farti perdere un'occasione che invece può essere preziosa.
Le fiere dell'editoria non sono pensate per ricevere manoscritti. Sono luoghi di lavoro, dove gli editori incontrano i librai, vendono e comprano diritti, presentano le novità e parlano con i lettori. Per un autore esordiente il loro valore sta altrove: capire come funziona il settore dall'interno e scegliere con più criterio a chi proporre il proprio libro.
Vediamo che cosa succede davvero in una fiera, perché per un editore è così importante esserci e come puoi sfruttarla senza metterti in una posizione scomoda.
Che cosa succede in una fiera del libro
Dietro l'immagine della grande festa dei libri ci sono più fiere in una. Nello stesso luogo, e spesso negli stessi giorni, convivono pubblici e attività molto diversi:
- Gli editori presentano le novità, mostrano il catalogo, organizzano incontri con gli autori e dialogano con chi lavora nella filiera.
- I librai incontrano gli editori e i distributori, scoprono i titoli in arrivo e decidono su che cosa puntare. Per un libro, avere l'attenzione di chi lo metterà sugli scaffali conta molto.
- Gli operatori dei diritti trattano la vendita e l'acquisto dei diritti di traduzione e di altri diritti di sfruttamento: un titolo nato in una lingua può uscire in molti altri paesi.
- Il pubblico compra, ascolta presentazioni, incontra gli autori e scopre editori che non conosceva.
Non tutte le fiere danno lo stesso peso a questi quattro mondi. Alcune sono soprattutto aperte ai lettori, altre soprattutto professionali. Per questo, prima di andare, conviene sapere che cosa aspettarsi da ciascuna.
Le fiere principali, in generale
Il Salone Internazionale del Libro di Torino
Si tiene a Torino, di norma in maggio. È la grande vetrina italiana per il pubblico: gli stand degli editori, un programma fitto di incontri e presentazioni, la possibilità di vedere dal vivo come un editore si racconta ai lettori. Per un esordiente è utile soprattutto come osservatorio: in pochi giorni puoi avere sotto gli occhi molti cataloghi e molti modi diversi di fare libri.
Più libri più liberi
È la fiera della piccola e media editoria e si tiene a Roma, di norma a dicembre. Se il tuo obiettivo è conoscere le case editrici indipendenti, è il posto giusto: qui si vedono editori con identità editoriali molto precise, che spesso hanno cataloghi più piccoli e curati. Se vuoi capire perché possono essere un'ottima porta d'ingresso, trovi una panoramica in case editrici indipendenti.
La fiera di Bologna per ragazzi
La principale fiera internazionale del libro per ragazzi si tiene a Bologna in primavera. È il riferimento per chi scrive o illustra per l'infanzia e per i giovani lettori. Se il tuo progetto è un libro per bambini, è utile conoscerne il ruolo: per approfondire, leggi come pubblicare un libro per bambini.
La Fiera del libro di Francoforte
Si tiene in ottobre ed è il principale mercato internazionale dei diritti. Qui, per la fiera di Francoforte, i diritti sono il tema centrale: editori e agenti di molti paesi si incontrano per scambiarsi proposte, valutare titoli e trattare le cessioni all'estero. Non è un luogo dove un autore esordiente consegna un testo: è il luogo dove, se un libro è già pubblicato e funziona, può cominciare il suo viaggio fuori dai confini. Come si articola questo passaggio, e che cosa spetta all'autore, lo spieghiamo in diritti esteri e traduzioni.
Perché per un editore avere un titolo presente in fiera conta
Per capire come muoverti, devi guardare la fiera dal punto di vista di chi espone. Per un editore, avere un titolo presente in fiera significa:
- farlo vedere ai librai nel momento in cui scelgono che cosa ordinare e che cosa mettere in evidenza;
- dargli visibilità presso il pubblico, con una presentazione, un incontro, uno spazio nello stand;
- metterlo davanti a chi tratta i diritti, se il libro ha un potenziale all'estero;
- creare occasioni di stampa: giornalisti, blogger e lettori forti girano tra gli stand proprio per scoprire novità.
Un libro che non è presente in fiera parte con meno occasioni di essere notato. Per questo, quando valuti un editore, vale la pena chiedere se e come i suoi titoli sono presenti alle fiere e come le usa nella promozione. Tra le garanzie di Agenzia Letteraria Italia, per esempio, c'è il libro presente alle fiere del libro a cui l'editore partecipa: puoi leggerle tutte in garanzie.
Resta un punto da non confondere: partecipare a una fiera è una cosa, venderci bene un libro un'altra. La fiera è un'occasione, non una garanzia di risultati. Dipende da quanto l'editore prepara l'uscita, da come lo sostiene la distribuzione, da come il libro viene raccontato. Se vuoi capire come si collegano questi pezzi, leggi come arriva un libro in libreria.
Come può sfruttare una fiera un esordiente
Il modo migliore di andare a una fiera da autore senza contratto è andarci per imparare, non per proporsi. Ecco come.
Ascolta
Gli incontri e le presentazioni sono una scuola gratuita. Ascolta come un editore parla di un libro: quali parole usa, quale pubblico immagina, che cosa mette in primo piano. Ascolta come parlano gli autori del loro lavoro e di come sono arrivati alla pubblicazione. Imparerai più cose su come si presenta un libro che leggendo dieci guide.
Osserva i cataloghi
Passa davanti agli stand e guarda i libri, non solo le copertine:
- che generi e che collane ci sono, e quanto sono coerenti fra loro;
- se ci sono autori italiani esordienti accanto a nomi consolidati;
- come sono fatti i libri: carta, grafica, cura generale;
- quanto spazio è dato ai titoli recenti e quanto a quelli di fondo.
Un catalogo coerente e curato dice molto più di qualsiasi slogan. Se il tuo romanzo non c'entra niente con quello che vedi in uno stand, hai appena risparmiato una candidatura sbagliata. Se invece senti che il tuo libro starebbe bene accanto a quelli, hai trovato un nome da approfondire. Per verificare con metodo ogni nome, ti serve come riconoscere una casa editrice seria.
Prendi appunti sugli editori
Porta un taccuino o usa il telefono. Per ogni editore che ti interessa annota il nome, la collana più vicina al tuo testo, due titoli che ti hanno colpito e come l'editore dichiara di accettare le proposte. La sera avrai una lista di partenza molto più utile di un elenco trovato in rete. Poi la integrerai con case editrici che accettano manoscritti.
Fai una domanda, non una consegna
Se lo stand è tranquillo e hai di fronte qualcuno disponibile, puoi fare una domanda breve e concreta, senza chiedere di leggere il tuo testo. Per esempio:
Buongiorno, ho visto la vostra collana di narrativa italiana e mi interessa. A chi posso scrivere per proporre un testo, e con quali modalità?
Ascolta la risposta e, se ti indicano un indirizzo o una procedura, seguila alla lettera. È la cosa più utile che puoi portarti a casa da uno stand.
Che cosa evitare
- Presentarti con il manoscritto in mano, senza appuntamento. Chi sta allo stand lavora: accoglie lettori, parla con librai, incontra giornalisti. Un file stampato o una chiavetta consegnati a sorpresa quasi sempre finiscono in un angolo e non vengono letti. Inoltre ti presenti con un messaggio sbagliato: che non hai guardato come l'editore chiede di ricevere i testi.
- Interrompere conversazioni di lavoro. Aspetta il tuo momento o passa più tardi.
- Parlare del tuo libro per dieci minuti. Se ti chiedono di che cosa parla, prepara una frase sola, chiara e senza giri di parole.
- Fidarti di chi ti avvicina con troppo entusiasmo. Se qualcuno si propone di pubblicarti sul momento, con complimenti generici e una fretta insolita, fermati e leggi editoria a pagamento: come riconoscerla.
Il canale giusto per proporre un testo resta quello che ogni editore indica sul proprio sito. Come prepararlo lo trovi in come inviare un manoscritto a una casa editrice, e per la lettera che lo accompagna puoi partire da lettera di presentazione per una casa editrice.
Dopo la fiera
Il lavoro vero comincia a casa. Rileggi gli appunti, scegli pochi editori che ti sembrano davvero vicini al tuo libro, controlla le loro regole di invio e prepara per ciascuno una proposta fatta bene. Se durante la fiera hai parlato con qualcuno e ti ha dato un'indicazione precisa, citala nella tua mail: è un riferimento concreto, non un vezzo.
Quando poi un libro sarà in uscita, scoprirai che la fiera cambia ruolo: da luogo di studio diventa occasione di visibilità, e lì conterà quanto l'editore ti sostiene. Le idee per muoverti anche tu sono in come promuovere il proprio libro.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Una fiera ti insegna a leggere un catalogo con occhi nuovi. Il passo successivo è trasformare ciò che hai osservato in una proposta ben fatta, e qui può esserti utile Agenzia Letteraria Italia. Rappresentiamo gli autori presso case editrici non a pagamento: presentiamo il testo solo a editori che non chiedono soldi, né contributi, né acquisto di copie, né servizi a pagamento.
Il percorso si svolge tutto nella tua area personale ed è descritto in come lavoriamo. Leggiamo il manoscritto per intero e l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna. Se il testo non è ancora pronto, te lo diciamo. Poi facciamo l'editing insieme, capitolo per capitolo, e prepariamo scheda editoriale, sinossi, profilo dell'autore ed estratti. Le case editrici si scelgono per collana e catalogo, lo stesso criterio che applichi quando giri tra gli stand.
Una fiera non garantisce nulla, ma conta come l'editore la usa. Per questo, tra le cinque garanzie previste per gli autori selezionati, ci sono:
- il libro presente alle fiere del libro a cui l'editore partecipa;
- un piano di marketing e distribuzione presentato prima della firma e allegato al contratto di edizione.
Le altre tre le trovi, spiegate riga per riga, in garanzie. Arrivano a te solo le proposte che le rispettano; decidi e firmi tu.
Se il tuo manoscritto è pronto, puoi candidarlo qui.
Domande frequenti
Posso portare il manoscritto a una fiera del libro e consegnarlo agli editori?
Meglio di no. Gli stand sono luoghi di lavoro, e un testo consegnato a sorpresa raramente viene letto. Ogni editore indica sul proprio sito come ricevere le proposte: è quella la strada da seguire, eventualmente dopo aver fatto una domanda mirata in fiera.
Quali sono le fiere del libro più importanti per un autore italiano?
In Italia il Salone Internazionale del Libro di Torino, di norma in maggio, e Più libri più liberi a Roma, di norma a dicembre, sono due appuntamenti di riferimento. A Bologna, in primavera, si tiene la principale fiera internazionale del libro per ragazzi, mentre a Francoforte, in ottobre, si svolge il principale mercato internazionale dei diritti.
A che cosa serve la fiera di Francoforte per i diritti?
Serve a editori e operatori di molti paesi per incontrarsi e trattare la cessione dei diritti di traduzione e di sfruttamento dei libri. È un luogo di lavoro professionale, non una vetrina per i manoscritti inediti: riguarda i libri già pubblicati o in fase di pubblicazione.
Andare a una fiera aumenta le possibilità di essere pubblicato?
Non direttamente, e nessuna fiera può garantirlo. Può però aiutarti a conoscere meglio i cataloghi, a scegliere gli editori più adatti al tuo libro e a prepararti a proporlo nel modo giusto, che è già un buon vantaggio.