Il tuo romanzo esce in Italia, vende bene, e un giorno qualcuno ti scrive dalla Spagna o dalla Germania: un editore vuole tradurlo. La domanda a quel punto è semplice, e spesso non ha una risposta pronta: chi decide, chi tratta e chi incassa? La risposta sta quasi sempre in due o tre righe del contratto di edizione, quelle che al momento della firma sembrano le meno importanti.
I diritti di traduzione sono tra i cosiddetti diritti secondari: tutto ciò che si può fare con il tuo libro oltre alla prima edizione italiana. Possono diventare una fonte di guadagno concreta, ma solo se qualcuno li vende davvero. Un diritto ceduto a chi non ha modo di sfruttarlo non rende nulla a nessuno, nemmeno a te.
Qui trovi come funziona il meccanismo, chi se ne occupa di solito, come si divide in termini generali quanto arriva dall'estero e quali cautele hanno senso prima di firmare.
Che cosa sono i diritti secondari
Quando firmi un contratto di edizione, non cedi «il libro» in blocco. Cedi alcuni diritti di sfruttamento dell'opera, per una certa lingua, un certo territorio e una certa durata. Tutto ciò che non cedi resta tuo. Se vuoi approfondire il principio, trovi la spiegazione in cedere i diritti d'autore: che cosa significa e che cosa resta tuo.
Accanto al diritto principale, cioè la pubblicazione dell'edizione italiana in formato cartaceo, esistono i diritti secondari. I più comuni sono:
- i diritti di traduzione e di pubblicazione in altre lingue;
- i diritti audiovisivi, cioè la possibilità di ricavare da un romanzo un film o una serie;
- i diritti digitali e sonori, come ebook e audiolibro, di cui parliamo in ebook e audiolibro: i diritti da leggere nel contratto;
- le edizioni speciali: tascabile, club del libro, edizioni scolastiche, antologie;
- gli adattamenti teatrali o radiofonici.
Qui ci occupiamo del primo gruppo: i diritti esteri.
Come funziona la vendita di un libro all'estero
Un libro non «parte» per l'estero da solo. Un editore straniero lo conosce perché qualcuno glielo ha proposto, oppure perché ha avuto un riscontro in Italia che ha attirato l'attenzione. A quel punto, se è interessato, acquista da chi detiene i diritti il permesso di tradurlo e pubblicarlo nella sua lingua e nel suo territorio.
Di solito la transazione è questa:
- l'editore straniero chiede di leggere il libro, spesso partendo da una sinossi, da un estratto o da un testo di presentazione preparato apposta;
- se il testo lo convince, fa un'offerta, che di norma comprende un anticipo e una percentuale sulle vendite della sua edizione;
- si firma un contratto di cessione, valido per una lingua o un territorio e per un periodo definito;
- la traduzione è a carico dell'editore straniero, non tuo e non dell'editore italiano;
- quando il libro esce e vende, arrivano i compensi, che poi vengono ripartiti secondo gli accordi.
Come vedi, tu non devi pagare nulla perché il tuo libro venga tradotto. Se qualcuno ti chiede soldi per «farti tradurre» e «piazzare» il libro all'estero, non stai vendendo i diritti: stai comprando un servizio, ed è tutt'altra cosa. Ne parliamo in editoria a pagamento: come riconoscerla prima di firmare.
Chi li vende: l'editore, l'autore o un agente
Qui il contratto fa la differenza. Ci sono due scenari principali.
Se i diritti esteri li gestisce l'editore
È la situazione più frequente nei contratti con le case editrici tradizionali. Nel contratto compare una clausola in cui cedi all'editore anche i diritti di traduzione, di norma insieme al diritto di cercare acquirenti all'estero e di concludere accordi a tuo nome. In cambio l'editore ti riconosce una quota dei ricavi che incassa dalla vendita.
Per un autore può essere una buona soluzione, a una condizione: che l'editore abbia davvero i mezzi per venderli. Gli editori strutturati hanno spesso un ufficio dedicato, partecipano alle fiere internazionali, preparano materiali per gli acquirenti stranieri e mantengono rapporti continuativi con altri editori. Se questa struttura manca, il diritto resta sulla carta.
Se i diritti esteri restano all'autore
In alternativa, puoi trattenere i diritti di traduzione e occupartene tu, direttamente o tramite un agente letterario. Nel contratto di edizione, in questo caso, l'editore ottiene solo i diritti per l'edizione italiana. Il vantaggio è la libertà: se arriva un'offerta dall'estero, decidi tu. Lo svantaggio è che serve qualcuno che faccia il lavoro di proposta e di trattativa, e farlo da soli, senza contatti nel settore, è difficile.
Un agente letterario può occuparsi della vendita dei diritti esteri, a volte appoggiandosi a collaboratori locali che conoscono i singoli mercati. Come funziona questa figura lo trovi in cos'è un'agenzia letteraria e come funziona, e se ti serve davvero in serve davvero un agente letterario?.
E se il contratto non lo dice?
Succede più spesso di quanto si pensi: il contratto parla di «tutti i diritti» o è generico. Se non c'è una clausola chiara, non dare per scontato che i diritti esteri siano tuoi, né che siano dell'editore. Chiedi di precisarlo per iscritto prima di firmare.
Come si divide il ricavato
Non esiste una ripartizione uguale per tutti: dipende da ciò che c'è scritto nel tuo contratto. Come impostazione generale, però, i principi sono questi.
- Se l'editore vende i diritti, il ricavato che incassa dall'editore straniero viene diviso fra lui e te secondo la quota fissata nel contratto. L'editore trattiene una parte perché ha sostenuto il lavoro di vendita, tu ricevi l'altra.
- Se li vendi tu o tramite un agente, il compenso va a te, al netto di quanto è dovuto all'agente per il lavoro svolto.
- Anticipo e royalties estere seguono di norma la stessa logica: l'editore straniero paga a chi ha ceduto i diritti, e questi gira all'autore la sua parte.
Controlla tre dettagli pratici:
- su quale base si calcola la tua quota: sull'importo effettivamente incassato dall'editore, dopo eventuali spese, o su un'altra base;
- entro quanto tempo ti viene pagata: non devi aspettare la fine dell'anno se l'editore ha già incassato;
- se ricevi un rendiconto che ti permetta di capire da dove arrivano i soldi.
Per la logica generale delle percentuali sulle vendite puoi vedere royalties di un libro: quale percentuale spetta all'autore. Per quanto riguarda i diritti esteri, la cosa che conta è quella scritta nel tuo contratto: nessuna guida può sostituirla.
Perché non cederli alla cieca
Cedere tutti i diritti esteri all'editore «perché è normale» è una scelta che ha senso solo se l'editore è in grado di sfruttarli. Prima di accettare, poniti queste domande:
- l'editore ha un ufficio o una persona che si occupa di diritti esteri?
- partecipa regolarmente alle fiere internazionali?
- ha già venduto libri del suo catalogo all'estero, e quali?
- è disposto a dirti, durante la vita del contratto, a chi ha proposto il tuo libro e con quale esito?
Se le risposte sono vaghe o negative, hai due strade ragionevoli.
- Trattenere i diritti esteri nel contratto, cedendo all'editore solo l'edizione italiana.
- Cederli con un termine: una clausola per cui, se entro un periodo definito l'editore non ha concluso una cessione, i diritti tornano a te. Il periodo è oggetto di trattativa, ma l'importante è che esista e che sia scritto.
Un editore serio non si sente offeso da queste richieste: sono nella normalità delle trattative. Per un quadro più ampio delle clausole su cui soffermarti, leggi il contratto di edizione: le clausole da leggere prima di firmare.
Il ruolo delle fiere internazionali
Quando si parla di diritti esteri, il primo nome che viene in mente è quello della Fiera del Libro di Francoforte, che si tiene in autunno ed è il principale appuntamento mondiale per chi compra e vende diritti. Ci sono poi altre fiere con un peso specifico, come quella di Londra e, per i libri per ragazzi, quella di Bologna.
Che cosa succede lì? Non è una vetrina per i lettori, ma un luogo di lavoro:
- editori, agenti e responsabili dei diritti esteri hanno appuntamenti fissati in anticipo, uno dopo l'altro, nell'arco di pochi giorni;
- si presentano i libri nuovi o in uscita, con materiali dedicati: sinossi, estratti, a volte una traduzione di assaggio;
- partecipano anche gli scout, professionisti che segnalano ai loro committenti i titoli interessanti;
- le trattative vere e proprie, di solito, si concludono nei mesi successivi, non nei corridoi della fiera.
Per te come autore, il punto è questo: di norma non ci vai per vendere il tuo libro. A venderlo è la persona che ha i contatti, il catalogo e gli appuntamenti. Se il tuo editore o il tuo agente va in fiera, puoi chiedergli come intende presentare il tuo titolo. Per capire meglio a cosa servono questi eventi, anche per chi scrive, puoi leggere fiere del libro: a che cosa servono a un autore.
Che cosa controllare nel contratto
Prima di firmare, cerca queste voci e verifica che siano chiare:
- l'elenco dei diritti ceduti e di quelli che restano a te, con le lingue e i territori;
- chi ha la facoltà di trattare con gli editori stranieri;
- la ripartizione dei ricavi e il momento in cui vieni pagato;
- l'eventuale termine oltre il quale i diritti non sfruttati tornano a te;
- l'obbligo dell'editore di informarti quando riceve un'offerta o conclude una cessione;
- il tuo diritto a vedere il contratto estero, o almeno le sue condizioni principali.
Se qualcosa non ti è chiaro, chiedi una modifica per iscritto oppure rivolgiti a un professionista che si occupa di diritto d'autore. Un contratto è sempre un testo preciso, e conviene leggerlo parola per parola.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
I diritti esteri si decidono sulla carta, molto prima che qualcuno da Madrid o da Berlino si faccia vivo. Sono due o tre righe del contratto di edizione, e dopo la firma è tardi per riscriverle. Per questo conviene arrivare a quel momento con un contratto che hai capito davvero.
Agenzia Letteraria Italia rappresenta autori presso case editrici non a pagamento: presentiamo il tuo libro solo a editori che non chiedono soldi, contributi, acquisto di copie o servizi a pagamento. Leggiamo il manoscritto per intero e l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna. Poi si lavora sul testo insieme e si preparano scheda editoriale, sinossi, profilo dell'autore ed estratti. Gli editori si scelgono per collana e catalogo, non a caso. Trovi tutti i passaggi in come lavoriamo.
Contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le cinque garanzie, spiegate riga per riga. Tra queste, due riguardano da vicino ciò che hai letto:
- il libro presente alle fiere del libro a cui l'editore partecipa;
- un piano di marketing e distribuzione ti viene presentato prima della firma e allegato al contratto di edizione.
Ci sono poi royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore, con la base di calcolo scritta nel contratto. Decidi e firmi sempre tu.
Se hai un manoscritto pronto, puoi candidarlo qui.
Domande frequenti
Che cosa sono i diritti di traduzione di un libro?
Sono il diritto di far tradurre e pubblicare l'opera in un'altra lingua. Restano all'autore finché non li cede, e si cedono con un contratto che precisa lingua, territorio e durata.
Chi vende i diritti esteri di un libro: l'editore o l'autore?
Dipende da ciò che è scritto nel contratto di edizione. Se l'autore cede all'editore anche i diritti di traduzione, se ne occupa l'editore; altrimenti li gestisce l'autore, di solito con l'aiuto di un agente letterario.
Devo pagare per far tradurre il mio libro all'estero?
No. Quando un editore straniero acquista i diritti, sostiene lui i costi della traduzione e della pubblicazione e paga una somma a chi ha ceduto i diritti. Se qualcuno ti chiede denaro per tradurre o piazzare il libro all'estero, non si tratta di una vendita di diritti.
Conviene cedere i diritti esteri all'editore?
Conviene se l'editore ha davvero una struttura per venderli, per esempio un ufficio dedicato e una presenza regolare alle fiere internazionali. In caso contrario puoi trattenerli oppure cederli con un termine, in modo che tornino a te se non vengono sfruttati.