Nel contratto di edizione, le righe dedicate a ebook e audiolibro sono spesso poche e finiscono tra la durata e le royalties del cartaceo. Eppure è lì che si decide chi potrà pubblicare la tua storia in formato digitale o in voce, a quali condizioni e per quanto tempo. Molti autori le scorrono in fretta, perché il libro di carta sembra l'unica cosa che conta.
Un diritto ceduto e poi lasciato inutilizzato, però, non lavora né per te né per l'editore. E un diritto ceduto con una base di calcolo poco chiara può rendere molto meno di quanto ti aspetti. Leggere queste clausole con attenzione ti permette di sapere che cosa stai cedendo, con quale compenso e che cosa succede se il formato non viene mai realizzato.
Ebook e audiolibro sono diritti distinti
Un contratto di edizione non cede «il libro» in blocco. Elenca le forme in cui l'opera può essere sfruttata: l'edizione a stampa, l'edizione digitale, l'audiolibro e, a seconda dei casi, altri utilizzi. Ognuno è un diritto a sé, e puoi cederlo oppure trattenerlo. Per il quadro generale puoi leggere cedere i diritti d'autore e le clausole del contratto di edizione.
Nella pratica incontrerai queste voci:
- edizione digitale (ebook): il testo in formato elettronico, da leggere su dispositivi e applicazioni;
- audiolibro: la lettura registrata del testo, venduta come file oppure ascoltabile tramite abbonamento;
- diritti digitali: una formula più generica, che può comprendere formati diversi dall'ebook. Se la trovi, chiedi che venga elencato che cosa include.
Diffida delle formule molto ampie, del tipo «tutti i diritti di sfruttamento, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, noti e futuri». Non sono scorrette in sé, ma lasciano tutto all'interpretazione. Meglio un elenco chiaro dei formati che l'editore intende davvero realizzare.
Percentuali e basi di calcolo: non guardare solo la percentuale
Le royalties del cartaceo, di solito, si calcolano sul prezzo di copertina. Per i formati digitali percentuale e base possono essere diverse, ed è un errore confrontare solo la percentuale. La stessa percentuale applicata a due basi diverse produce due compensi diversi. Per ripassare il meccanismo di fondo c'è l'articolo sulle royalties di un libro.
Prezzo di copertina o ricavi netti
Per ebook e audiolibro è frequente che la percentuale si applichi ai ricavi netti, cioè a quanto l'editore incassa davvero. Qui conta la definizione. Chiedi che cosa viene detratto prima di arrivare al netto:
- la quota trattenuta dalla piattaforma o dal negozio che vende il file;
- eventuali costi di produzione, per esempio la registrazione dell'audiolibro;
- altre spese generiche, indicate con espressioni vaghe come «costi di gestione».
Se le detrazioni sono elencate e circoscritte, sai cosa aspettarti. Se la formula è aperta, il netto può essere molto lontano da quello che immagini.
Vendita diretta, abbonamenti e sublicenze
Un ebook o un audiolibro non si vende solo «a copia». Può essere ascoltato o letto tramite abbonamento, dove il ricavo per singolo titolo si calcola in modi che non sono quelli del prezzo di copertina. Può anche essere realizzato da un soggetto terzo a cui l'editore concede una licenza. In questo caso devi sapere se la tua percentuale si calcola su quanto incassa l'editore dal soggetto terzo, e quale quota di quell'incasso ti spetta.
Due domande utili, quindi: su quale somma esatta si calcola la mia percentuale? e che cosa succede se l'editore concede il formato a un terzo?
Anticipo e rendiconto
Se è previsto un anticipo, verifica se riguarda tutti i formati insieme e se le vendite digitali concorrono a coprirlo. Ne parliamo in anticipo sui diritti d'autore. Controlla anche che il rendiconto distingua i formati: se le vendite del cartaceo, dell'ebook e dell'audio finiscono in un'unica riga, non potrai capire da che cosa arrivano i tuoi compensi.
Sfruttamento effettivo: cedere non significa realizzare
Il punto più sottovalutato è questo: cedere un diritto non obbliga l'editore a usarlo, a meno che il contratto lo preveda. Per l'ebook il rischio è sottile. Un file non occupa spazio in magazzino e non va mai «fuori catalogo» nel modo in cui ci va un libro di carta. Se la clausola che riporta i diritti all'autore è legata all'esaurimento dell'opera, con un ebook sempre disponibile quella condizione può non verificarsi mai.
Per questo conviene cercare nel contratto:
- l'impegno dell'editore a realizzare e mantenere disponibile l'edizione digitale, non solo la facoltà di farlo;
- una definizione chiara di quando l'opera si considera «in commercio» o «esaurita», che tenga conto del digitale;
- un criterio di ritorno dei diritti che non dipenda soltanto dalla disponibilità del file, per esempio vendite minime significative nel periodo, come riportate dai rendiconti.
Un editore serio non ha problemi a mettere per iscritto che intende pubblicare e promuovere i formati che si fa cedere. Se l'impegno manca del tutto, puoi chiedere di inserirlo.
Le clausole di ritorno se il formato non viene realizzato
La clausola più utile, per ebook e audiolibro, è quella che prevede il ritorno del diritto all'autore se il formato non viene realizzato entro un termine. Funziona così: l'editore ottiene il diritto, ma deve usarlo entro una data stabilita. Se non lo fa, il diritto torna a te e puoi proporlo ad altri.
Perché abbia effetto, verifica che:
- il termine sia scritto nel contratto, con una scadenza precisa o un punto di partenza chiaro (la firma, la consegna del testo, l'uscita del cartaceo), e non una formula come «in tempi ragionevoli»;
- il ritorno riguardi solo il formato non realizzato, senza toccare gli altri;
- sia chiaro se il ritorno è automatico o richiede una comunicazione scritta da parte tua, e in quali forme;
- l'eventuale anticipo già percepito resti tuo.
Un esempio di formulazione, da usare solo come traccia da far valutare a un professionista:
Qualora l'Editore non pubblichi l'edizione audio dell'opera entro il termine indicato nel contratto, i relativi diritti ritorneranno automaticamente all'Autore, senza obbligo di restituzione di quanto già corrisposto.
Senza una clausola del genere, il diritto resta fermo per tutta la durata del contratto, anche se nessuno lo sta usando.
Audiolibro: chi sceglie il narratore
L'audiolibro ha una particolarità che l'ebook non ha: la voce. Il narratore cambia il modo in cui il testo viene percepito, quasi come una traduzione. Eppure molti contratti non dicono nulla, e in quel caso la scelta spetta di fatto all'editore.
Se ci tieni, chiedi che il contratto preveda almeno uno di questi livelli:
- consultazione: l'editore ti informa e ascolta la tua opinione sul narratore;
- gradimento: la scelta richiede la tua approvazione, magari su una rosa di nomi;
- narrazione da parte tua, se desideri leggere il libro tu stesso, da concordare anche negli aspetti economici.
Chiarisci poi altri due punti. Il primo riguarda il testo letto: l'audiolibro è integrale o ridotto? Se è ridotto, chi decide i tagli? Il secondo è l'approvazione di nomi propri, termini stranieri e pronunce, dettagli che in un romanzo contano più di quanto sembri. Il narratore è un professionista con cui l'editore stipula un accordo separato; per te è importante che quell'accordo non limiti i diritti che ti restano.
Sintesi vocale: da chiarire nel contratto
La sintesi vocale è la lettura di un testo da parte di una voce generata da un software. È un tema che negli ultimi anni è entrato nei contratti, e conviene che ci sia scritto qualcosa. Distingui due situazioni:
- la funzione di lettura ad alta voce offerta da molti dispositivi e applicazioni, che permette a chi legge di ascoltare l'ebook;
- un audiolibro prodotto con voce sintetica e messo in vendita come prodotto a sé.
Sono cose diverse e il contratto dovrebbe trattarle in modo distinto. Per la seconda, chiarisci se l'editore può realizzarla, se ti serve la tua approvazione e se prevede un compenso proprio. In alternativa puoi chiedere che resti esclusa dalla cessione, riservandoti di decidere in seguito. Allo stesso modo vale la pena verificare che il contratto non autorizzi altri usi automatizzati del testo oltre a quelli che hai accettato. Se un punto non è scritto, non puoi dare per scontato che sia escluso.
Le domande da fare prima di firmare
- «Quali formati digitali e audio vengono ceduti, elencati uno per uno?»
- «Su quale base si calcolano le royalties di ciascun formato, e che cosa si detrae?»
- «Che cosa succede se l'editore concede ebook o audiolibro a un soggetto terzo?»
- «Entro quale data devono essere realizzati i formati ceduti, e che cosa accade se non succede?»
- «Posso essere consultato, o dare il mio gradimento, sul narratore dell'audiolibro?»
- «Il contratto dice qualcosa sulla sintesi vocale?»
Se non vuoi cedere un formato
Puoi chiedere che un formato resti fuori dal contratto, per esempio l'audiolibro. L'editore può accettare o no: dipende dal tipo di editore, dall'offerta nel suo complesso e da quanto il formato rientra nei suoi piani. La trattativa su questi punti è più semplice se sai già che cosa vuoi tenere e che cosa sei disposto a cedere in cambio di condizioni chiare. Chi ti affianca nella trattativa, per esempio un'agenzia letteraria, si occupa proprio di questo equilibrio. In ogni caso, se hai dubbi sul testo preciso di un contratto, rivolgiti a un avvocato che si occupa di diritto d'autore: ogni contratto è diverso e una consulenza sul documento reale vale più di qualunque guida.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Le clausole su ebook e audiolibro si capiscono meglio prima di avere una penna in mano. Agenzia Letteraria Italia rappresenta gli autori presso case editrici non a pagamento: presentiamo il manoscritto solo a editori che non chiedono soldi, contributi, acquisto di copie o servizi a pagamento. Li scegliamo per collana e catalogo, non a caso.
Le proposte che arrivano all'autore rispettano cinque garanzie, spiegate riga per riga. Alcune toccano da vicino quello che hai letto qui:
- royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore, con la base di calcolo scritta nel contratto;
- un piano di marketing e distribuzione presentato prima della firma e allegato al contratto di edizione.
Non possiamo prevedere l'esito di una trattativa né promettere un risultato, ma possiamo aiutarti a capire che cosa stai cedendo e a quali condizioni. Decidi tu e firmi tu. Per il testo preciso di un contratto resta comunque utile il parere di un avvocato che si occupa di diritto d'autore.
Se hai un manoscritto pronto, qui trovi il percorso: lo leggiamo per intero e l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna. Se vuoi iniziare, puoi candidare il tuo manoscritto: bastano nome ed email.
Domande frequenti
Ebook e audiolibro sono compresi nella cessione del libro?
Dipende da cosa c'è scritto nel contratto. L'edizione digitale e l'audiolibro sono diritti distinti e vanno elencati espressamente: se la clausola è generica o non li nomina, è opportuno chiedere un chiarimento prima di firmare.
Le royalties dell'ebook sono uguali a quelle del cartaceo?
Non necessariamente. Possono cambiare sia la percentuale sia la base di calcolo, che per i formati digitali è spesso il ricavo netto dell'editore e non il prezzo di copertina. Per confrontare le condizioni devi guardare entrambi gli elementi e chiedere quali costi vengono detratti.
Posso tenere i diritti dell'audiolibro?
Sì, puoi chiedere che restino fuori dal contratto, e l'editore può accettare o meno. In alternativa puoi cederli con una clausola di ritorno, in modo che tornino a te se il formato non viene realizzato entro il termine stabilito.
L'editore può usare una voce sintetica per il mio audiolibro?
Solo se il contratto lo consente, e conviene che lo dica in modo esplicito. Una cosa è la lettura ad alta voce offerta dai dispositivi, un'altra è un audiolibro in voce sintetica venduto come prodotto: se la questione ti sta a cuore, chiedi di precisare se è ammessa, con quale approvazione e con quale compenso.