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Come scrivere la biografia dell'autore per un editore

Come scrivere la biografia dell'autore per un editore: differenza fra bio della proposta e bio in aletta, terza persona, cosa includere, cosa tagliare, esordienti.

Redazione di Agenzia Letteraria Italia9 minuti di lettura

Hai finito il romanzo, la sinossi è pronta, la lettera di presentazione pure. Poi arriva la richiesta più innocua e, per molti autori, la più scomoda: «Scrivi due righe su di te». Davanti a un campo vuoto ci si blocca, o si scrive una pagina di vita, dall'infanzia al primo diario.

La biografia dell'autore non è un racconto della tua vita. È uno strumento: serve a far capire in pochi secondi chi sei e perché sei la persona giusta per questo libro. Si scrive in modo diverso a seconda di chi la leggerà, e un errore frequente è usare lo stesso testo ovunque.

Qui trovi le differenze fra i due usi principali, le regole di scrittura, che cosa includere e che cosa lasciare fuori, come cavartela se non hai ancora pubblicato nulla, e alcuni esempi inventati da cui partire.

Due biografie diverse, due scopi

La bio per la proposta

È quella che inserisci nell'invio a un editore, di solito nella lettera di presentazione o in un foglio a parte. La legge un professionista che sta decidendo se leggere il tuo testo, e si chiede: chi è questa persona, ha un legame credibile con ciò che scrive, è un autore con cui si può lavorare?

Qui puoi essere un po' più informativo e pratico. Se il romanzo racconta la vita in un pronto soccorso e tu ci lavori, scrivilo. Se hai già pubblicato racconti, vinto concorsi seri o seguito percorsi di scrittura, questo è il posto giusto per dirlo. Per il resto dell'invio, ti serve la lettera di presentazione per una casa editrice.

La bio in aletta

È il breve testo che compare sul risvolto della copertina o in fondo al libro, e si rivolge al lettore, non all'editore. Deve essere ancora più corta e avere un tono più caldo: serve a dare un volto all'autore, non a convincere qualcuno a pubblicarlo.

La scrive in genere l'editore, partendo dalle informazioni che gli dai tu, e spesso la adatta al proprio stile. Per questo ha senso consegnare una bio di base solida, che sia facile da accorciare e da riformulare, invece di aspettare che qualcuno la inventi al posto tuo.

In sintesi: la bio della proposta dice perché puoi scrivere questo libro; quella in aletta dice chi è la persona che l'ha scritto. Se ti chiedono una sola versione, scrivi quella per la proposta e tienila breve: potrà diventare anche l'altra.

Terza persona e poche righe

Due regole valgono quasi sempre.

Scrivi in terza persona. Le biografie di autore, sui libri e nei materiali per gli editori, sono quasi sempre in terza persona: «Marco Bianchi vive a Torino…». Sembra un'affettazione, ma ha un motivo pratico: il testo può essere copiato così com'è su una scheda, in un catalogo o in un comunicato senza dover essere riscritto. La prima persona («Ho sempre amato scrivere…») suona più confidenziale e si presta meno a questi usi.

Scrivi poche righe. Una bio efficace è un paragrafo breve, di tre o quattro frasi. Se ti accorgi che è più lunga della sinossi, stai raccontando troppo. Ricorda che chi legge le proposte ne vede molte: una biografia concisa e precisa dà un'impressione di chiarezza, che è già un buon segnale.

Che cosa includere

Una formula semplice, che funziona nella maggior parte dei casi, è questa:

  1. Chi sei: nome, e dove vivi o da dove vieni, se è pertinente.
  2. Che cosa fai nella vita, quando ha a che fare col libro o dà un'idea di te.
  3. Il tuo legame con il tema, se esiste: un mestiere, un luogo, un'esperienza che rende credibile ciò che racconti.
  4. Le tue pubblicazioni e i risultati letterari concreti: racconti usciti in riviste, antologie, premi e concorsi che hanno una selezione reale (per distinguerli, leggi quali concorsi letterari valgono davvero).
  5. Il titolo del libro a cui la bio è collegata, soprattutto nella versione per il lettore.

Non tutte le voci servono sempre. Spesso bastano due o tre, scelte bene. Il criterio per decidere è uno solo: questa informazione rende il libro o l'autore più interessante, o più credibile? Se la risposta è no, tagliala.

Che cosa lasciare fuori

Le biografie si appesantiscono con le stesse cose, quasi sempre:

  • La passione per la scrittura «fin da bambino». È dichiarata da tutti e non distingue nessuno.
  • Aggettivi su di te: «appassionato», «sensibile», «dalla fantasia fervida». Sono giudizi che spettano ad altri.
  • Dettagli privati senza rilievo: stato civile, figli, animali, hobby che non c'entrano col libro. Un dettaglio personale ha senso solo se lega con la storia.
  • Titoli di studio e carriere lontane dal tema, a meno che non spieghino qualcosa del libro.
  • Pubblicazioni dubbie o poco chiare. Se hai pagato per comparire in un volume, non ha senso presentarlo come un traguardo. Meglio non citarlo che citarlo male.
  • Promesse e previsioni: «sono certo che il mio libro piacerà a molti lettori». Di questo si occupa la sinossi, non la biografia.
  • Riferimenti a «il prossimo capolavoro» o a progetti vaghi. Se hai già un secondo libro in lavorazione, una frase sobria basta.

Un ultimo punto: la bio non è la sede dove spiegare perché il tuo manoscritto è bello. Quello si fa con il testo, con la sinossi e con le pagine allegate.

E se non hai mai pubblicato?

È la domanda più frequente degli esordienti, e la risposta è rassicurante: non devi inventare nulla. Un editore sa benissimo che un autore al primo libro non ha un curriculum letterario, e una bio onesta e ben scritta fa un'impressione migliore di una gonfiata.

Ecco come costruirla senza pubblicazioni:

  • Parti da chi sei e da che cosa fai, in modo semplice.
  • Se c'è, collega la tua esperienza al tema o all'ambientazione del romanzo.
  • Chiudi con il titolo del libro e con la formula più naturale: «è il suo primo romanzo».
  • Se hai partecipato a laboratori di scrittura, gruppi di lettura o hai fatto leggere il testo a lettori di prova, puoi accennarlo in una frase, ma solo se è reale e se aggiunge qualcosa. Su questo ti può essere utile sapere che cosa sono i beta reader.

Se hai autopubblicato in passato, puoi dirlo in modo trasparente, senza ingrandirlo né nasconderlo. Come viene letta questa scelta da un editore lo trovi in si può proporre a un editore un libro già autopubblicato. Se invece scrivi sotto pseudonimo, la bio parla del nome d'autore: ne trovi i dettagli in pubblicare un libro con uno pseudonimo.

Esempi per orientarti

I nomi e i libri che seguono sono inventati: servono solo a mostrare la struttura. Adattali alla tua storia, senza copiarli.

Esordiente con un legame diretto col tema

Giulia Moretti vive a Bologna e lavora come infermiera in un pronto soccorso. I turni di notte sono l'ambientazione di «Il turno di notte», il suo primo romanzo, un giallo che nasce da ciò che ha visto in corsia.

Tre elementi: dove vive, cosa fa, perché il libro è credibile. Nessun aggettivo.

Esordiente senza legami particolari col tema

Davide Conti è nato a Brescia e insegna storia in un liceo. «La stagione dei ciliegi» è il suo primo romanzo.

È breve, ed è giusto così. Quando non hai altro da dire di rilevante, non aggiungere riempitivo.

Autore con qualche pubblicazione

Elena Sartori vive sul lago di Garda e lavora come traduttrice. I suoi racconti sono apparsi su alcune riviste letterarie e in un'antologia collettiva. «Le case senza nome» è il suo primo romanzo.

Qui ogni dato è verificabile e il tono resta sobrio. Se citi riviste o antologie, tieni a portata di mano i riferimenti, perché un editore potrebbe volerli controllare.

Versione in aletta, più calda

Elena Sartori vive sul lago di Garda, dove traduce libri da una lingua all'altra e ne scrive di propri. «Le case senza nome» è il suo primo romanzo.

È la stessa persona dell'esempio precedente, ma il testo è pensato per un lettore. Non c'è l'elenco delle pubblicazioni, c'è un'immagine.

Che cosa evitare

Fin da piccola ho sempre amato scrivere e sognato di diventare una grande scrittrice. Sono una persona sensibile e solare, mamma di due bambini e appassionata di viaggi. Il mio romanzo è sicuramente un best seller.

Tutti i difetti in un solo paragrafo: prima persona, aggettivi, dati privati senza relazione col libro, una promessa che spetta ai lettori.

Un controllo prima di inviare

Rileggi la tua bio e verifica queste cose:

  • è in terza persona e usa un tono neutro;
  • è breve, di poche righe, e ogni frase dice qualcosa di preciso;
  • contiene solo informazioni vere e verificabili;
  • non contiene aggettivi su di te né previsioni sul successo del libro;
  • è coerente con il resto dell'invio: stesso nome, stesso titolo, stesso genere. Per il resto del pacchetto, come inviare un manoscritto a una casa editrice spiega file, formato e messaggio.

Se la leggi ad alta voce e suona come un annuncio su di te, riscrivila. Se suona come una presentazione che potresti fare a una persona appena conosciuta, in quindici secondi, sei sulla strada giusta.

Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia

La biografia è spesso l'ultimo pezzo che un autore prepara, ma l'editore la legge insieme al resto: sinossi, estratti, profilo dell'autore. Quando presentiamo un manoscritto, il profilo è uno dei materiali che prepariamo, accanto a scheda editoriale, sinossi ed estratti. Vale la regola di questo articolo: poche righe, precise e verificabili. L'ultima parola sul testo resta sempre tua.

Agenzia Letteraria Italia rappresenta autori presso case editrici non a pagamento. Presentiamo il libro solo a editori che non chiedono soldi, contributi, acquisto di copie o servizi a pagamento, scelti per collana e catalogo, non a caso. Il percorso si svolge nella tua area personale (come lavoriamo):

  • apri l'area personale con nome ed email e leggi per intero il contratto di affidamento, che entra in vigore solo se la valutazione del manoscritto è positiva;
  • carichi il testo: al primo salvataggio l'opera è depositata con data certa;
  • entro 21 giorni dalla consegna ricevi l'esito della prima lettura; se il testo non è ancora pronto, te lo diciamo.

Il deposito con data certa è gratuito anche per chi non si fa rappresentare: i dettagli sono nella pagina sulla tutela del manoscritto.

Se il tuo libro è pronto e vuoi che qualcuno lo legga per intero, puoi candidare il manoscritto.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra biografia dell'autore e nota biografica?

Nell'uso comune i due termini indicano quasi la stessa cosa: un breve testo che presenta chi ha scritto il libro. «Nota biografica» ha un tono più formale ed è tipica dei volumi e delle antologie, mentre «bio» si usa di più per i materiali di presentazione. Per un editore conta il contenuto, non l'etichetta.

Quanto deve essere lunga la biografia di un autore?

Pochi righi bastano: di solito tre o quattro frasi, un paragrafo breve. La versione in aletta può essere anche più corta. Se la tua è più lunga della sinossi, probabilmente contiene informazioni che non servono.

Si scrive in prima o in terza persona?

In terza persona, perché il testo può essere usato così com'è in cataloghi, schede e comunicati. La prima persona è accettabile solo in contesti molto informali, come un profilo sul tuo sito o sui social, dove l'editore non deve riutilizzare il testo.

Cosa scrivo se non ho mai pubblicato nulla?

Scrivi chi sei, che cosa fai nella vita e, se esiste, il legame fra la tua esperienza e il libro, poi chiudi con il titolo e la formula «è il suo primo romanzo». Non servono premi o pubblicazioni inventate o gonfiate: un editore sa che gli esordienti non hanno un curriculum letterario e apprezza un testo onesto e preciso.

Il percorso di accompagnamento alla pubblicazione

Dal manoscritto alla proposta di un editore, con un agente dalla tua parte.

Agenzia Letteraria Italia legge il tuo testo, lo lavora con te e lo presenta alle case editrici adatte al tuo genere. Tutto succede nell’area personale, un passo alla volta.

  1. A

    Apri l’area personale

    Bastano nome ed email. Da quel momento hai un posto dove tenere il testo, i documenti e ogni scambio con noi.

  2. B

    Firmi il contratto di affidamento

    Lo leggi per intero prima di firmare. Entra in vigore solo se la valutazione del manoscritto è positiva: fino ad allora nessuna esclusiva e nessun compenso.

  3. C

    Carichi o scrivi il manoscritto

    Importi un .docx o un .pdf e lo ritrovi diviso in capitoli, oppure scrivi direttamente qui. Al primo salvataggio l’opera è depositata, con data certa opponibile a terzi.

  4. D

    Lo leggiamo

    Lo leggiamo per intero e valutiamo se è pronto per gli editori. Se non lo è ancora te lo diciamo: non ti vendiamo un corso.

  5. E

    Lavoriamo il testo insieme

    Editing capitolo per capitolo, con i nostri commenti nel margine e le versioni sempre recuperabili. L’ultima parola sul testo è tua.

  6. F

    Presentiamo l’opera agli editori

    Scheda editoriale, sinossi, profilo autore, estratti. Scegliamo le case editrici per collana e catalogo, non a caso.

  7. G

    Ricevi solo proposte conformi

    Ogni contratto che arriva viene misurato sulle cinque garanzie prima che tu lo veda. Te lo spieghiamo riga per riga; decidi tu.

Le garanzie per gli autori che selezioniamo

  • I

    Solo case editrici No EAP

    Ti presentiamo solo a editori che non chiedono soldi all’autore: né contributi, né copie da comprare, né servizi a pagamento.

  • II

    Royalties di almeno il 15%

    Sui ricavi dell’editore, con la base di calcolo scritta per esteso nel contratto.

  • III

    Copie in omaggio

    Gratuite e tue da distribuire: ai librai, alla stampa, ai primi lettori.

  • IV

    Il libro presente alle fiere

    L’editore si impegna a rendere l’opera presente nelle fiere del libro a cui partecipa.

  • V

    Un piano di marketing allegato al contratto

    Lo leggi prima di firmare e, una volta firmato, vincola l’editore nei tuoi confronti.

Nessun costo e nessun anticipo richiesto all’autore senza una proposta adeguata.