Ogni mese compaiono decine di bandi: premi per romanzi, racconti, poesie, opere prime, «talenti emergenti». Alcuni sono occasioni vere per farsi leggere. Altri sono un modo elegante di raccogliere quote d'iscrizione, e il «vincitore» scopre poi che il premio è un contratto da pagare di tasca propria.
Un elenco di concorsi, qui, non servirebbe: i bandi cambiano, scadono, si trasformano. Serve invece un metodo, da applicare a qualunque concorso ti capiti sotto gli occhi, che ti dica in pochi minuti se vale la pena partecipare, a quali condizioni e con quali rischi.
Che cosa offre un concorso serio
Un concorso che merita il tuo testo ha quattro caratteristiche, tutte verificabili da casa.
Una giuria con nomi verificabili
La giuria deve essere elencata per nome e cognome, con un ruolo riconoscibile: scrittori, editor, critici, docenti, professionisti dell'editoria. Cerca ciascun nome in rete e controlla che esista davvero, che faccia davvero quel mestiere e che sia collegato a quel premio anche da fonti diverse dal sito del concorso.
Diffida delle giurie «di qualità» senza nomi, di quelle composte solo da membri dell'organizzazione e di quelle in cui non si capisce chi legga i testi. Con molti partecipanti, è lecito che una prima selezione sia affidata a lettori incaricati: un bando serio lo dichiara e spiega come funziona.
Un regolamento chiaro
Il regolamento è il documento che conta, più della pagina di presentazione. Deve dire con precisione:
- chi può partecipare e con quali tipi di opera (inedita, edita, genere, lunghezza);
- quanto costa partecipare, se costa, e che cosa copre la quota;
- come e quando vengono scelti i vincitori e come vengono comunicati;
- che cosa ottengono i vincitori, in modo concreto;
- che cosa succede ai diritti sul testo, a chi partecipa e a chi vince.
Se il regolamento è breve e vago, o se non si trova, è già un'informazione.
Un premio reale
Un premio serio è definito: una somma in denaro, oppure una pubblicazione senza alcun costo per l'autore, con un editore che si impegna a pubblicare e a distribuire. «Visibilità», «prestigio», «un attestato» e «inserimento in un'antologia» non sono premi in senso stretto: possono avere un valore, ma devi sapere che cosa ottieni e a che prezzo.
Un editore vero
Se il premio è una pubblicazione, chiediti chi pubblica. Controlla che l'editore abbia un catalogo, una distribuzione che porti i libri in libreria e un contratto che non preveda costi per l'autore. Guarda se i libri che hanno già pubblicato sono reperibili nelle librerie fisiche e online e se i titoli vincitori delle edizioni passate esistono davvero, con una data e una copertina. Per fare questi controlli usa lo stesso metodo descritto in case editrici che accettano manoscritti.
Le quote d'iscrizione: quando sono accettabili
Una quota non rende un concorso sospetto di per sé. Organizzare un premio costa: lettori, giuria, segreteria, cerimonia, a volte il premio stesso. Una quota contenuta, che copre in modo ragionevole queste spese e ha una destinazione dichiarata, può essere accettabile.
Il segnale di allarme è quando la quota diventa il modello di business. Alcuni indizi:
- molte sezioni e molte categorie, ciascuna con la sua quota, così che più sei motivato a partecipare e più paghi;
- quote crescenti, o «extra» a pagamento: valutazione scritta, critica del testo, inserimento in antologia, copia del volume;
- premi in denaro che non coprono nemmeno una frazione di ciò che l'organizzazione incassa, o che non vengono mai quantificati;
- un numero enorme di «finalisti» e «menzioni», che servono a spingere gli autori ad acquistare qualcosa.
I concorsi gratuiti o senza quota esistono, e per un esordiente sono i più comodi da provare. Ma gratuito non significa automaticamente serio: restano valide tutte le altre verifiche, in particolare quelle sul regolamento e sui diritti.
Quando il premio è una pubblicazione a contributo
È la trappola più frequente. Il concorso è reale, i testi vengono letti, il tuo viene «premiato». Poi arriva la proposta: pubblicare il libro, a condizione di un contributo alle spese, di un numero di copie da acquistare o di un pacchetto di servizi.
In quel momento non hai vinto un concorso: ti è stato offerto un contratto di editoria a pagamento, con una cornice di prestigio. Se vuoi riconoscerne i segni in anticipo, leggi editoria a pagamento: come riconoscerla prima di firmare.
Un modo semplice per scoprirlo prima è cercare, nelle edizioni passate, che cosa è successo davvero ai vincitori. Se il bando promette la pubblicazione, il regolamento deve dire a quali condizioni e chi sostiene le spese. Se la frase è ambigua («possibilità di pubblicazione», «proposta editoriale»), considera il premio un'ipotesi, non un fatto.
Le clausole sui diritti da leggere nel regolamento
Partecipare a un concorso significa spesso accettare delle condizioni sul tuo testo. Vanno lette prima di inviarlo.
Cessione e licenza
Alcuni regolamenti prevedono che, iscrivendoti, tu conceda all'organizzazione il diritto di pubblicare l'opera, in tutto o in parte, in antologie o sul sito. Una licenza limitata, non esclusiva, per presentare il premio o le opere finaliste è una pratica corrente. Una cessione ampia dei diritti, a tempo indeterminato, per tutti gli usi e per qualunque partecipante, non lo è. Se non è chiaro se il diritto resta tuo, chiedilo per iscritto.
Esclusiva
Verifica se il regolamento ti impedisce di proporre il testo ad altri finché il concorso non si è chiuso, o per un periodo successivo. Un periodo di valutazione è normale; un vincolo lungo e indeterminato, che ti tiene fermo anche se non vinci, no. Se sei in contatto con editori o con un agente, questo punto conta più degli altri.
Opere già pubblicate e inediti
Molti bandi accettano solo inediti. Prima di iscriverti chiarisci che cosa il regolamento intende: un testo uscito su un blog, in una rivista, in un'antologia o in autopubblicazione può essere considerato già pubblicato. Se partecipi con un'opera che il bando non ammette, rischi l'esclusione, oppure un premio che poi viene revocato.
C'è anche il problema opposto. Se un tuo testo vince un concorso e viene poi pubblicato in un'antologia, potrebbe non essere più «inedito» per un editore a cui lo proponi dopo. Tienine conto quando pianifichi i passi successivi.
Concorsi per inediti dei gruppi editoriali
Esiste una categoria diversa: i concorsi per opere inedite promossi da gruppi editoriali, in cui il premio è un contratto di edizione con l'editore stesso, senza costi per l'autore. È un canale vero, perché un autore che vince arriva davvero in libreria.
Va però detto con franchezza: è anche un canale molto competitivo. Partecipa chi ha un testo curato e chi lo ha scritto anche per quel bando, e il numero di opere ricevute è alto. Conviene partecipare se il tuo manoscritto è pronto, se rispetta le richieste di genere e lunghezza del bando e se non è già in valutazione altrove con vincoli di esclusiva. Considerali una possibilità in più, non l'unica via: per le altre, vedi come farsi pubblicare un libro senza pagare.
Come usare i concorsi in una strategia
I concorsi rendono di più quando li usi per uno scopo preciso, non come lotteria.
- Racconti. Sono il terreno più adatto: sono brevi, si possono inviare a più bandi nei limiti dei regolamenti, e un racconto premiato o segnalato è una credenziale concreta. Se stai lavorando a una raccolta, trovi un metodo in come pubblicare una raccolta di racconti.
- Visibilità. Un buon piazzamento in un premio con una giuria riconoscibile ti fa notare da lettori professionisti, e può farti entrare in contatto con editor e redazioni.
- Curriculum dell'autore. In una lettera di presentazione conta citare risultati verificabili: finalista o vincitore di un premio serio, racconto pubblicato in una rivista letteraria. Premi senza giuria riconoscibile o a quota alta non aggiungono nulla, e possono perfino far dubitare della tua capacità di valutare.
- Allenamento. Scrivere con una scadenza e un tema è utile in sé, anche se non vinci.
Il concorso non sostituisce l'invio del manoscritto agli editori: lo affianca. Un romanzo si propone con i canali descritti in come inviare un manoscritto a una casa editrice.
Proteggi il testo prima di inviarlo
Quando mandi un testo a un concorso lo affidi a persone che non conosci. Il rischio concreto non è che «rubino» la tua idea, ma che tu non riesca a dimostrare quando hai scritto e consegnato il testo, se un giorno ce ne fosse bisogno.
Prima di inviare, conserva una copia del file con la data, il messaggio di invio e il regolamento nella versione in vigore. Per un deposito con data certa, trovi le opzioni in come proteggere un manoscritto; l'agenzia offre inoltre un deposito gratuito del manoscritto con data certa.
Cinque controlli prima di iscriverti
- La giuria: i nomi sono reali, verificabili e legati davvero a quel premio?
- Il regolamento: è completo, chiaro e disponibile per intero prima dell'iscrizione?
- I costi: la quota è contenuta e spiegata, oppure è il vero ricavo del concorso?
- Il premio: è definito (denaro, pubblicazione senza costi con un editore vero) o resta una promessa generica?
- I diritti: sai che cosa cedi, per quanto tempo e se resti libero di proporre il testo altrove?
Se una sola risposta ti lascia perplesso, chiedi chiarimenti agli organizzatori. Un concorso serio risponde con precisione; se le risposte sono evasive, hai già il tuo verdetto.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Un concorso è una strada possibile, non l'unica, e conviene affrontarla con un testo già letto e rifinito. Su questo l'agenzia può esserti utile.
Prima di inviare il file a un bando, puoi proteggerlo con la tutela gratuita del manoscritto: deposito con data certa via posta elettronica certificata e iscrizione a un registro di opere, anche se non ti fai rappresentare.
Se vuoi capire a che punto è il testo, lo leggiamo per intero. L'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna e, se il manoscritto non è ancora pronto, te lo diciamo, senza venderti corsi. Poi si lavora insieme all'editing, capitolo per capitolo, con commenti a margine, e l'ultima parola sul testo resta tua.
Se il manoscritto è pronto, lo presentiamo solo a case editrici che non chiedono soldi, contributi, acquisto di copie o servizi a pagamento. Preparamo scheda editoriale, sinossi, profilo dell'autore ed estratti, e scegliamo gli editori per collana e catalogo, non a caso. Contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le cinque garanzie, tra cui royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore, con la base di calcolo scritta nel contratto. Le garanzie ti vengono spiegate riga per riga, e decidi e firmi tu.
Il contratto di affidamento lo leggi per intero prima di firmare: entra in vigore solo se la valutazione del manoscritto è positiva, e fino ad allora non ci sono esclusive né compensi.
Se hai un testo che vuoi far leggere, puoi candidare il tuo manoscritto: per aprire l'area personale bastano nome ed email.
Domande frequenti
Quali sono i concorsi letterari gratuiti più affidabili?
Non esiste una classifica valida a lungo, perché i bandi cambiano ogni anno. Più che cercare un nome, verifica che la giuria sia riconoscibile, che il regolamento sia completo e che il premio sia definito: un concorso gratuito che supera questi controlli è un buon candidato.
Una quota d'iscrizione è sempre un segnale negativo?
No, una quota contenuta e giustificata può coprire i costi reali di lettura e organizzazione. Diventa un segnale negativo quando le quote si moltiplicano tra sezioni e servizi aggiuntivi, o quando il premio non è proporzionato a quanto l'organizzazione incassa.
Se vinco un concorso, l'editore deve pubblicarmi senza costi?
Dipende da ciò che dice il regolamento, che va letto prima di iscriversi. Se il premio è una pubblicazione, il bando dovrebbe indicare chi sostiene le spese; se dopo la vittoria ti viene chiesto un contributo o l'acquisto di copie, non si tratta di una pubblicazione gratuita.
Posso partecipare a un concorso con un testo già pubblicato sul mio blog?
Molti bandi per inediti considerano pubblicato anche un testo uscito online, su una rivista o in autopubblicazione. Leggi come il regolamento definisce l'opera inedita e, in caso di dubbio, scrivi agli organizzatori prima di iscriverti.