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Come revisionare un romanzo: il metodo in tre passate

Come revisionare un romanzo senza perdersi: il distacco dal testo e tre passate, struttura, scene e correzione, con gli strumenti giusti e il momento per fermarti.

Redazione di Agenzia Letteraria Italia9 minuti di lettura

Hai scritto l'ultima riga, hai salvato il file e per un attimo ti è sembrato di aver finito. Poi hai riaperto la prima pagina e hai trovato un personaggio che cambia nome, una scena che ripete quella di prima, un capitolo che non finisce mai. È normale: la prima stesura è il materiale grezzo, non il libro. Il libro nasce nella revisione.

Il problema è come farla. Rileggere dall'inizio correggendo tutto insieme, virgole, trama e aggettivi, è il modo più sicuro per stancarsi, perdere la visione d'insieme e consegnare un testo che non è migliorato davvero. Funziona meglio un metodo a tre passate, ciascuna con un compito preciso, dal più grande al più piccolo.

Prima di cominciare: il distacco

Subito dopo la parola «fine» sei la persona meno adatta a giudicare il tuo romanzo. Ricordi quello che volevi dire e il tuo occhio lo legge al posto della pagina: vedi la scena com'era nella tua testa, non com'è scritta.

Per questo la prima regola è lasciar riposare il testo. Chiudi il file e dedicati ad altro per un periodo di alcune settimane: più la storia è lunga e più il distacco serve. Quando torni, leggerai quasi come un estraneo, e i problemi che prima erano invisibili salteranno fuori da soli.

Nel frattempo non stare con le mani in mano a ritoccare. Puoi annotare idee su un foglio a parte, ma resisti alla tentazione di riaprire il manoscritto.

Prima passata: la struttura

La prima lettura serve a capire che cosa c'è, non a sistemarlo. Leggi il romanzo per intero, possibilmente senza fermarti, e prendi appunti su un quaderno o su un file separato. Non correggere frasi: stai guardando l'edificio, non gli intonaci.

La trama

Poniti poche domande semplici:

  • l'inizio presenta il problema o il desiderio del protagonista abbastanza presto?
  • ogni evento importante ha una causa in quello che è successo prima, o capita soltanto perché serviva?
  • il finale mantiene la promessa fatta all'inizio?
  • ci sono fili lasciati in sospeso, personaggi che spariscono, indizi mai ripresi?

Un trucco utile è riassumere ogni capitolo in una riga. Se non riesci a dire che cosa cambia in quel capitolo, probabilmente non cambia niente. Per costruire o ricostruire l'impalcatura puoi aiutarti con come fare la scaletta di un romanzo, usandola a ritroso, a libro già scritto.

Il ritmo

Segna i punti in cui la lettura rallenta o in cui, da lettore, ti viene voglia di saltare. Di solito sono spiegazioni troppo lunghe, flashback che spezzano la tensione, scene che si assomigliano. Segna anche il contrario: i passaggi in cui tutto accade troppo in fretta e il lettore non ha il tempo di sentire le conseguenze.

I personaggi

Verifica che le persone della storia siano coerenti e vive. Il protagonista vuole qualcosa di preciso? Ciò che fa è in linea con quello che è? Cambia, tra l'inizio e la fine? Ci sono personaggi secondari che servono soltanto a passare un'informazione? Se vuoi un riferimento, trovi un approfondimento in come costruire i personaggi di un romanzo.

Al termine della prima passata avrai un elenco di interventi di grande portata: scene da tagliare, da spostare, da scrivere ex novo, capitoli da fondere. È qui che avviene la vera riscrittura. Fai questi interventi prima di toccare qualsiasi frase: lavorare di lima su una scena che poi cancellerai è tempo buttato.

Seconda passata: la scena e la linea

Quando la struttura regge, scendi di livello. Rileggi il romanzo scena per scena e, dentro ogni scena, riga per riga.

Il lavoro sulla scena

Per ogni scena chiediti:

  1. chi vuole che cosa, in questo momento?
  2. che cosa cambia tra l'inizio e la fine della scena?
  3. dove siamo, e il lettore lo capisce?
  4. la scena entra tardi e esce presto, o c'è del grasso all'inizio e alla fine?

Spesso basta togliere il primo paragrafo, quello in cui prendi la rincorsa, e l'ultimo, quello in cui spieghi quello che il lettore ha già capito. Qui entra in gioco anche il celebre consiglio di mostrare, non raccontare: dove racconti un'emozione con una frase di sintesi, valuta se una scena o un gesto la rendono meglio.

I dialoghi meritano una lettura a sé. Controlla che ogni personaggio parli in modo riconoscibile, che nessuna battuta serva solo a informare il lettore e che le frasi suonino come si parla davvero: ne parliamo in come scrivere i dialoghi in un romanzo.

Il lavoro sulla linea

Ora tocca alle frasi. Cerca:

  • ripetizioni di parole, di costruzioni, di immagini;
  • avverbi e aggettivi che aggiungono poco o niente;
  • frasi lunghe che si perdono, o una sequenza di frasi tutte uguali per lunghezza e ritmo;
  • tic di scrittura: «cominciò a», «sembrava che», «in qualche modo», i gesti ricorrenti come sospirare, annuire, sorridere;
  • punti di vista che sfuggono: nel mezzo di una scena sai cose che il personaggio non può sapere.

Non cercare di fare tutto in una sola lettura: concentrarti su una categoria alla volta è più faticoso da pianificare ma molto più efficace.

Terza passata: la correzione

Solo adesso, a testo ormai stabile, si corregge nel senso stretto del termine: refusi, punteggiatura, ortografia, accordi, coerenza dei dettagli come nomi, età, date, luoghi, colori degli occhi.

Conviene tenere una piccola scheda di coerenza: i nomi con la grafia esatta, le date importanti, le descrizioni fisiche, i luoghi. Controllarli a questo punto è molto più semplice che farlo a memoria.

Ricorda che chi ha scritto il testo tende a non vedere i propri errori: il cervello legge ciò che si aspetta. Per questo la terza passata è quella in cui gli strumenti fanno la differenza.

Gli strumenti che servono davvero

  • Lettura ad alta voce. È il test più onesto. Dove inciampi, dove manca il fiato, dove una frase suona falsa, il testo ha un problema. Funziona bene anche far leggere il file a una voce sintetica: ascolti il testo senza poterlo «correggere» a mente.
  • Stampa. Leggere su carta è diverso da leggere sullo schermo: lo sguardo coglie errori e lunghezze che il monitor nasconde. Se non vuoi stampare tutto, stampa almeno i capitoli iniziali e quelli che ti convincono meno.
  • Ricerca delle parole ripetute. Con la funzione di ricerca del programma di scrittura puoi cercare le parole che sai di usare troppo, gli avverbi in «-mente», i verbi passe-partout come «fare» e «cosa». Esistono anche programmi che evidenziano le ripetizioni: non sostituiscono l'orecchio, ma indicano dove guardare.
  • Cambio di formato. Modificare carattere, dimensione o margini, o spostare il file su un altro dispositivo, inganna per un po' l'occhio e fa riemergere ciò che era diventato invisibile.
  • Lettura al contrario. Per i refusi, rileggere un paragrafo alla volta partendo dal fondo spezza il senso e costringe a guardare le parole una per una.

Quando chiedere aiuto

Dopo le tue tre passate il testo sarà molto migliore, ma sarà ancora il testo di chi lo conosce a memoria. A quel punto serve uno sguardo esterno.

Il primo passo sono i lettori di prova: persone che leggano come leggerebbe un pubblico vero e ti dicano dove si sono annoiate, dove si sono perse, dove non hanno creduto a un personaggio. Come sceglierli e che cosa chiedere è spiegato in beta reader: chi sono, dove trovarli e che cosa chiedere. Chiedi impressioni, non soluzioni: se più persone si inceppano nello stesso punto, lì c'è un problema, anche se ciascuna lo descrive a modo suo.

Il secondo passo, se i problemi sono tanti o non riesci a metterli a fuoco, è l'editing professionale. Un editor lavora sul testo con competenza e metodo, ma è una scelta da valutare con attenzione, perché ci sono costi e soprattutto non è un passaggio obbligato per essere letti da un editore. Trovi il quadro completo in editing di un romanzo: che cos'è, quando serve e quanto costa.

Una regola semplice: non chiedere aiuto troppo presto. Se mandi una prima stesura ancora piena di problemi che avresti potuto vedere da solo, sprechi l'attenzione di chi legge, e quella di un lettore è un'occasione che non si ripete.

Quando smettere di correggere

Un romanzo non è mai perfetto, e a un certo punto la revisione smette di migliorare il testo e comincia a peggiorarlo o a rimandare. Sono segnali che è ora di fermarti:

  • le modifiche che fai sono sempre più piccole e spesso le annulli il giorno dopo;
  • stai sostituendo una buona frase con un'altra buona frase, solo diversa;
  • i lettori di prova non segnalano più problemi nuovi, ma solo differenze di gusto;
  • ti accorgi di usare la revisione per non affrontare il passo successivo, cioè mandare il testo a qualcuno.

Se la struttura regge, le scene funzionano e il testo è pulito, il manoscritto è pronto per essere letto. Il momento successivo è preparare i materiali di presentazione, cominciando da come scrivere la sinossi di un romanzo, e poi capire come inviare un manoscritto a una casa editrice.

Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia

Quando le tre passate sono finite e il romanzo regge, serve uno sguardo che non lo conosca a memoria. Da noi il manoscritto viene letto per intero e l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna. Se il testo non è ancora pronto, te lo diciamo apertamente, senza venderti corsi.

Se c'è margine di lavoro, lo facciamo insieme, capitolo per capitolo, con commenti a margine: l'ultima parola sul testo resta sempre tua. Poi prepariamo i materiali di presentazione (scheda editoriale, sinossi, profilo dell'autore, estratti) e scegliamo le case editrici per collana e catalogo, non a caso.

Presentiamo gli autori solo a editori che non chiedono denaro, contributi o acquisto di copie. Contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le cinque garanzie, tra cui royalties di almeno il 15% con la base di calcolo scritta nel contratto. Decidi e firmi tu.

Intanto puoi depositare gratis il manoscritto con data certa, anche se non ti fai rappresentare. Quando senti che il testo è pronto, candida il tuo romanzo: bastano nome ed email.

Domande frequenti

Quante volte bisogna rileggere un romanzo prima di inviarlo?

Non esiste un numero giusto: conta più il metodo che il conteggio. Fare tre passate con compiti diversi, struttura, scena e linea, correzione, vale più di molte riletture generiche in cui si guarda tutto insieme. Fermati quando le modifiche diventano minime e i lettori esterni non segnalano più problemi nuovi.

Qual è la differenza tra revisione e correzione di bozze?

La revisione riguarda il contenuto e la forma del testo: la trama, il ritmo, i personaggi, le scene, lo stile. La correzione di bozze, invece, interviene alla fine su refusi, punteggiatura e ortografia, quando il testo è ormai definitivo. Correggere le virgole prima di aver sistemato la struttura significa spesso lavorare su pagine che poi verranno tagliate.

Posso revisionare il romanzo subito dopo averlo finito?

Si può, ma i risultati sono quasi sempre peggiori. Subito dopo la fine ricordi troppo bene ciò che volevi scrivere e non vedi ciò che hai scritto davvero. Lasciar riposare il testo per alcune settimane ti restituisce lo sguardo di un lettore.

Devo pagare un editor per rendere il manoscritto presentabile?

No, non è un passaggio obbligatorio. Un testo ben revisionato da te e letto da qualche lettore di prova può essere presentato a un editore così com'è. L'editing professionale è una scelta personale, utile quando senti che i problemi del testo ti sfuggono, ma non è una condizione per essere letti.

Il percorso di accompagnamento alla pubblicazione

Dal manoscritto alla proposta di un editore, con un agente dalla tua parte.

Agenzia Letteraria Italia legge il tuo testo, lo lavora con te e lo presenta alle case editrici adatte al tuo genere. Tutto succede nell’area personale, un passo alla volta.

  1. A

    Apri l’area personale

    Bastano nome ed email. Da quel momento hai un posto dove tenere il testo, i documenti e ogni scambio con noi.

  2. B

    Firmi il contratto di affidamento

    Lo leggi per intero prima di firmare. Entra in vigore solo se la valutazione del manoscritto è positiva: fino ad allora nessuna esclusiva e nessun compenso.

  3. C

    Carichi o scrivi il manoscritto

    Importi un .docx o un .pdf e lo ritrovi diviso in capitoli, oppure scrivi direttamente qui. Al primo salvataggio l’opera è depositata, con data certa opponibile a terzi.

  4. D

    Lo leggiamo

    Lo leggiamo per intero e valutiamo se è pronto per gli editori. Se non lo è ancora te lo diciamo: non ti vendiamo un corso.

  5. E

    Lavoriamo il testo insieme

    Editing capitolo per capitolo, con i nostri commenti nel margine e le versioni sempre recuperabili. L’ultima parola sul testo è tua.

  6. F

    Presentiamo l’opera agli editori

    Scheda editoriale, sinossi, profilo autore, estratti. Scegliamo le case editrici per collana e catalogo, non a caso.

  7. G

    Ricevi solo proposte conformi

    Ogni contratto che arriva viene misurato sulle cinque garanzie prima che tu lo veda. Te lo spieghiamo riga per riga; decidi tu.

Le garanzie per gli autori che selezioniamo

  • I

    Solo case editrici No EAP

    Ti presentiamo solo a editori che non chiedono soldi all’autore: né contributi, né copie da comprare, né servizi a pagamento.

  • II

    Royalties di almeno il 15%

    Sui ricavi dell’editore, con la base di calcolo scritta per esteso nel contratto.

  • III

    Copie in omaggio

    Gratuite e tue da distribuire: ai librai, alla stampa, ai primi lettori.

  • IV

    Il libro presente alle fiere

    L’editore si impegna a rendere l’opera presente nelle fiere del libro a cui partecipa.

  • V

    Un piano di marketing allegato al contratto

    Lo leggi prima di firmare e, una volta firmato, vincola l’editore nei tuoi confronti.

Nessun costo e nessun anticipo richiesto all’autore senza una proposta adeguata.