Molti romanzi si fermano nello stesso punto: tra l'entusiasmo dell'idea e la fatica del centro del libro. Le prime pagine arrivano quasi da sole, poi un giorno non sai più che cosa deve succedere, e il file resta aperto sul desktop per mesi. Di solito non è questione di talento. È questione di metodo.
Un metodo non toglie libertà alla scrittura: ti dice dove guardare quando ti perdi. Chi scrive romanzi in modo regolare, anche con stili e abitudini molto diversi, passa quasi sempre per le stesse tappe: capire che cosa racconta, sapere per chi, conoscere i personaggi, avere un'idea della forma, scrivere una prima stesura imperfetta, rivederla, farla leggere.
Qui trovi queste tappe in ordine, con i rimandi agli articoli che ne approfondiscono ciascuna. Prendile come una mappa, non come un regolamento: alla fine il tuo modo di lavorare lo scopri scrivendo.
Parti dalla premessa, non dall'idea
Un'idea è una suggestione: «una storia ambientata in un paese di montagna», «una donna che torna a casa dopo vent'anni». Può bastare a farti iniziare, ma non a farti arrivare in fondo. Per quello serve una premessa, cioè l'idea ridotta all'osso del conflitto. Si costruisce rispondendo a tre domande:
- Chi vuole che cosa? Un protagonista con un desiderio preciso, non un'atmosfera.
- Che cosa glielo impedisce? Un ostacolo, una persona, un segreto, un limite interiore.
- Che cosa rischia? Che cosa perde se fallisce, e perché al lettore dovrebbe importare.
Una farmacista vuole scoprire chi scrive le lettere anonime che girano in paese, ma ogni indizio porta a qualcuno a cui è legata, e se la verità esce rischia di perdere l'unica comunità che ha. Ecco una premessa: dentro ci sono già un inizio, un'escalation e una posta in gioco.
Se non riesci a scriverla in due o tre frasi, non significa che l'idea sia debole. Significa che hai ancora del lavoro da fare prima di cominciare, ed è molto più economico farlo adesso che a metà libro.
Scegli il genere e pensa al lettore
Ogni romanzo si rivolge a qualcuno. Chiederti chi lo leggerà non vuol dire scrivere a tavolino per il mercato: vuol dire sapere quali promesse stai facendo. Chi apre un giallo si aspetta un enigma e un colpevole giusto, chi sceglie un romanzo d'amore vuole un percorso emotivo che si risolva, chi prende un fantasy vuole un mondo coerente.
Conoscere le regole del genere ti permette di rispettarle o di infrangerle di proposito. Se la tua storia appartiene a uno di questi territori, trovi le indicazioni specifiche per il giallo, il thriller, il fantasy, il romanzo d'amore, il romanzo storico, l'horror, la fantascienza, il romanzo per ragazzi e il romanzo autobiografico.
In questa fase decidi anche due cose pratiche: la voce e la lunghezza. Per la prima, trovi un confronto utile in prima o terza persona. Per la seconda, le misure che gli editori hanno in mente sono in quanto deve essere lungo un romanzo.
Costruisci personaggi che vogliono qualcosa
Una storia funziona quando i personaggi agiscono, e agiscono quando vogliono qualcosa. Per il protagonista conta più sapere che cosa desidera, di che cosa ha paura e che cosa crede di sé e del mondo (e che la storia metterà alla prova) che conoscerne il colore degli occhi.
Lo stesso vale per chi gli sta contro. Un antagonista che ha ragioni proprie rende il conflitto credibile, e un personaggio secondario con un obiettivo suo evita che il cast sembri un fondale. Il lavoro di dettaglio, dalle schede alle contraddizioni che rendono vivi i personaggi, è in come costruire i personaggi di un romanzo.
La struttura in tre atti: uno strumento, non un dogma
Quasi tutte le storie, in modi diversi, hanno la stessa architettura in tre parti:
- Primo atto: presenti il protagonista, il suo mondo e il problema, fino a un evento dopo il quale non può più tornare indietro.
- Secondo atto: le complicazioni crescono, i tentativi falliscono, a metà arriva di solito una svolta che cambia la comprensione della situazione.
- Terzo atto: la crisi più dura, lo scontro decisivo, le conseguenze.
La struttura in tre atti non è una ricetta da seguire pagina per pagina: tanti romanzi riusciti la piegano o la nascondono. Usala come strumento di diagnosi. Se a un certo punto il libro si affloscia, di solito è perché nel secondo atto manca una svolta, perché la posta in gioco non cresce o perché il protagonista smette di scegliere e si limita a subire.
Un'attenzione particolare merita l'apertura, perché è la prima cosa che un lettore (o un editore) valuta: ne parliamo in come scrivere un incipit.
Scaletta o scrittura a scoperta: scegli senza sensi di colpa
Ci sono due modi di lavorare, e nessuno dei due è quello giusto in assoluto.
- Con la scaletta: sai, almeno a grandi linee, quali scene compongono il libro prima di scriverlo. Rischi meno vicoli ciechi, ma devi accettare che la scaletta cambierà.
- A scoperta: parti dalla premessa e dai personaggi e scopri la storia scrivendo. È più libero, ma di solito richiede una revisione strutturale più pesante.
Molti scelgono una via di mezzo: un'idea chiara dell'inizio, della svolta centrale e del finale, e libertà nel percorso tra un punto e l'altro. Se vuoi provare la scaletta, trovi un metodo in come fare la scaletta di un romanzo. Se scrivi a scoperta, tieni almeno un documento di appunti dove registrare ciò che stabilisci strada facendo: nomi, date, regole del mondo, promesse fatte al lettore.
La prima stesura: vai avanti senza correggere
La prima stesura ha un solo compito: esistere. Non deve essere bella, deve essere finita. Il rischio più comune è rileggere e riscrivere i primi capitoli all'infinito, finché la fatica di migliorare ciò che c'è prende il posto di scrivere ciò che manca.
Quando una frase non ti convince, segnala il punto e prosegui. Quando una scena non funziona, scrivi due righe su che cosa dovrebbe accadere e vai avanti. Si può correggere solo ciò che è sulla pagina, e un romanzo da sistemare è un romanzo che hai finito.
Se a un certo punto ti blocchi davvero, non è sempre pigrizia: spesso è un problema di trama o di personaggio che il blocco sta segnalando. Cause e rimedi sono in blocco dello scrittore. Per i dialoghi, che in prima stesura vengono spesso più rigidi del resto, c'è come scrivere i dialoghi.
Un'abitudine di scrittura che regge
Nessun romanzo si scrive aspettando l'ispirazione. Si scrive tornando allo stesso tavolo più volte di quante ne avresti voglia. Meglio una sessione breve e regolare che una maratona ogni tanto: la regolarità ti tiene dentro la storia e rende più facile ripartire.
Scegli un momento e una quantità che puoi mantenere anche nelle settimane storte, e non misurarti sui ritmi di altri. Quanto ci vorrà, in totale, dipende da quanto tempo hai, da come lavori e da quanto revisioni: ne parliamo in quanto tempo serve per scrivere un romanzo.
La revisione: dove il libro diventa un libro
Finita la prima stesura, lasciala riposare per un po'. Poi rileggila come lettore, non come autore. La revisione funziona meglio se procedi per livelli e non correggendo tutto insieme:
- prima la struttura: la trama regge, il ritmo è giusto, ogni scena serve a qualcosa;
- poi i personaggi e le scene: le motivazioni sono chiare, i dialoghi suonano naturali, si mostra dove serve mostrare (se hai dubbi, vedi mostrare, non raccontare);
- infine la lingua: ripetizioni, frasi pesanti, refusi.
Il metodo in tre passate è descritto in come revisionare un romanzo. Se ti chiedi se ti serva anche l'aiuto di un editor, trovi gli elementi per valutare in editing di un romanzo.
Fai leggere il testo a chi non ti vuole compiacere
Dopo mesi dentro lo stesso testo, non lo vedi più. I lettori di prova servono a questo: a mostrarti dove si perde l'attenzione, dove un personaggio non convince, dove una svolta non era chiara. Scegli persone che leggono il tuo genere e a cui puoi chiedere onestà, e fai domande precise: dove ti sei annoiato, dove hai smesso di credere, che cosa hai capito del finale.
Non devi accettare ogni suggerimento. Cerca i punti su cui più lettori concordano: lì c'è quasi sempre un problema vero, anche se la soluzione giusta potrebbe essere diversa da quella che ti propongono. Chi sono, dove trovarli e che cosa chiedere è in beta reader: chi sono e che cosa chiedere.
Dopo la parola fine: la proposta
Scrivere un romanzo e farlo pubblicare sono due lavori diversi, e nessun metodo di scrittura garantisce che un libro venga pubblicato. Quello che puoi fare è presentarti nel modo giusto, con un testo rifinito e con i materiali che gli editori si aspettano.
- Prepara la sinossi e una lettera di presentazione chiare e sobrie, con una biografia dell'autore essenziale.
- Cura file e invio seguendo come inviare un manoscritto a una casa editrice.
- Informati su come proteggere il manoscritto prima di spedirlo.
- Impara a riconoscere le proposte a pagamento: editoria a pagamento e come farsi pubblicare senza pagare.
- Valuta se ti serve un intermediario: serve davvero un agente letterario?
Metti in conto anche i tempi lunghi e i possibili no: sono parte normale del percorso, e un rifiuto non dice che il libro sia sbagliato. Che cosa fare in quel caso lo trovi in il manoscritto è stato rifiutato.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Se sei arrivato alla parola fine, il passo successivo è quello che chiude l'articolo: presentare il testo agli editori nel modo giusto. È il momento in cui serve la lettura di qualcuno che non ti vuole compiacere.
Agenzia Letteraria Italia rappresenta autori presso case editrici non a pagamento: presenta il libro solo a editori che non chiedono soldi, contributi, acquisto di copie o servizi a pagamento. Il percorso si svolge nella tua area personale, dove il manoscritto è depositato con data certa al primo salvataggio:
- leggiamo il romanzo per intero e l'esito arriva entro 21 giorni dalla consegna; se il testo non è ancora pronto lo diciamo, senza vendere corsi;
- se si procede, facciamo editing insieme capitolo per capitolo, con commenti a margine, e l'ultima parola sul testo resta tua;
- prepariamo scheda editoriale, sinossi, profilo dell'autore ed estratti, e scegliamo le case editrici per collana e catalogo, non a caso.
Contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le cinque garanzie, tra cui royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore, con la base di calcolo scritta nel contratto. Te le spieghiamo riga per riga, poi decidi e firmi tu.
Nessun metodo, e nessuna agenzia, può garantire una pubblicazione. Se la tua prima stesura è stata rivista e letta da qualcuno, puoi candidare il manoscritto.
Domande frequenti
Come si inizia a scrivere un romanzo?
Si inizia dalla premessa: chi vuole che cosa, che cosa glielo impedisce e che cosa rischia. Quando hai queste tre risposte, scrivi la prima scena senza aspettare che tutto sia perfetto, perché molte cose le scoprirai solo scrivendo.
È meglio fare la scaletta o scrivere a scoperta?
Dipende da come lavori, e molti autori usano una via di mezzo. La scaletta riduce i vicoli ciechi, la scrittura a scoperta lascia più libertà ma di solito richiede una revisione più profonda. Conviene provare entrambi gli approcci su un testo breve e tenere quello con cui arrivi in fondo.
Come si scrive un romanzo di successo?
Nessuno può garantire il successo, ma puoi aumentare le possibilità che il libro funzioni: una premessa chiara, personaggi che vogliono qualcosa, un conflitto che cresce e una revisione accurata. Conta molto anche sapere a quale lettore ti rivolgi e che cosa si aspetta dal genere che hai scelto.
Devo aver finito il romanzo prima di proporlo a un editore?
Per un romanzo di un autore esordiente, di solito sì: gli editori vogliono vedere un testo completo e rifinito, anche se spesso chiedono in prima battuta sinossi e primi capitoli. Controlla sempre le indicazioni di ciascun editore e invia il manoscritto solo quando hai concluso anche la revisione.