Prima ancora di leggere la prima riga, chi apre il tuo manoscritto ha già visto il titolo. In libreria o online vale lo stesso: per un lettore che non ti conosce, il titolo è spesso l'unica cosa che vede prima di decidere se andare avanti. Eppure molti autori gli dedicano gli ultimi cinque minuti, dopo mesi di lavoro sul testo.
Scegliere bene il titolo non vuol dire trovare una formula magica. Vuol dire capire che cosa devono fare quelle poche parole: dire al lettore che libro ha in mano, fargli una promessa e restargli in testa. Il resto (lunghezza, suono, controllo delle omonimie) viene di conseguenza.
C'è poi un aspetto che si scopre tardi: quando il libro passa a un editore, il titolo che hai scelto potrebbe non essere quello che finirà in copertina. Non è un dramma, se ci si arriva insieme. Vediamo le cose con ordine.
A che cosa serve il titolo
Un buon titolo svolge tre compiti, e conviene tenerli presenti tutti e tre mentre scegli.
Indicare il genere
Il lettore riconosce un giallo, un romance, un fantasy o un libro per ragazzi anche dal titolo: dalle parole, dalle immagini, dal ritmo. Un titolo come «Il silenzio dopo le nove» fa pensare a un giallo o a un thriller; «Le stagioni del nostro ritorno» suggerisce un romanzo intimo, di relazioni. Sono esempi inventati, ma mostrano il meccanismo.
Un titolo che annuncia un genere diverso dal tuo porta al libro il lettore sbagliato e delude quello giusto. Prima di innamorarti di un'idea, chiediti che cosa si aspetterebbe chi la legge in copertina.
Fare una promessa
Il titolo non racconta la trama: promette qualcosa. Un mistero da risolvere, un conflitto, un'atmosfera, una domanda a cui il libro risponderà. Quando il lettore arriva in fondo, quella promessa deve essere stata mantenuta. I titoli migliori, spesso, acquistano un significato in più proprio alla fine, perché dopo la lettura le stesse parole dicono qualcosa che all'inizio non dicevano.
Restare in mente
Il lettore deve riuscire a ripetere il titolo a un amico, a dirlo a un libraio, a scriverlo in un motore di ricerca senza dubbi sull'ortografia. Un titolo che non si ricorda difficilmente viaggia con il passaparola, che resta uno dei modi più efficaci per far conoscere un libro: ne parliamo in come promuovere il proprio libro.
Dove trovare il titolo
Il titolo raramente arriva dal nulla. Di solito è già nel libro, e va cercato lì:
- una frase o un'immagine che ritorna nel testo, magari in momenti diversi della storia;
- il luogo, l'oggetto o la data attorno a cui ruota la vicenda;
- il nome del protagonista, ma solo se è davvero il centro del libro;
- il conflitto centrale, detto in poche parole;
- una domanda che il libro lascia aperta;
- un modo di dire a cui la storia dà un senso nuovo.
Un metodo pratico
Finito il manoscritto, rileggilo sottolineando le frasi che sembrano contenere il cuore del libro. Poi scrivi una lista lunga di possibili titoli, anche brutti: la lista serve a scaricare le idee ovvie e a far emergere quelle meno scontate. Elimina, accorcia, leggi a voce alta quelli che restano.
Infine fai una prova semplice: dì il titolo a qualcuno senza spiegare nulla e chiedigli che libro si immagina. Se la risposta è lontana dal tuo, hai un'informazione preziosa. Anche i beta reader possono aiutarti: oltre a dirti come hanno trovato il testo, possono dirti se il titolo promette quello che hanno letto.
Il titolo provvisorio
Non devi avere il titolo definitivo dal primo giorno. Quasi tutti gli autori lavorano con un titolo provvisorio: un nome che serve a identificare il file e la storia, e che si può cambiare quando il libro prende forma. Anzi, spesso è meglio aspettare: finché non hai chiaro di cosa parla davvero il romanzo, rischi di scegliere un titolo che descrive il progetto iniziale e non il libro che hai scritto.
Il rischio è un altro: affezionarsi al provvisorio. Dopo mesi lo senti naturale, ma non è detto che funzioni per chi lo legge per la prima volta. Rimettilo in discussione a lavoro finito.
Quando invii il manoscritto, il titolo serve comunque: compare sul frontespizio, nella lettera di presentazione e nella sinossi. Se il tuo è ancora provvisorio, mandalo lo stesso: un titolo chiaro è meglio di nessun titolo, e potrà essere rivisto più avanti.
I titoli da evitare
Alcuni difetti si ripetono spesso:
- Troppo lungo. Si ricorda male, si scrive male, entra a fatica in copertina. Non c'è una misura fissa, ma se devi riprendere fiato per dirlo, probabilmente è da accorciare.
- Troppo generico. Titoli come «Il viaggio» o «L'amore» si perdono fra moltissimi libri e nelle ricerche online non emergono. Un dettaglio concreto o un'immagine specifica rendono il titolo riconoscibile.
- Fuorviante. Promette un genere, un tono o un finale che il libro non ha.
- Rivelatore. Se il titolo anticipa la svolta più importante, toglie al lettore il gusto di scoprirla.
- Difficile da leggere o da pronunciare. Parole rare, grafie insolite, giochi di parole che funzionano solo sulla pagina.
- Troppo legato a una moda. Una formula che oggi sembra ovunque può sembrare datata fra qualche anno.
Controlla la coerenza con il genere
Dai un'occhiata ai titoli dei libri del tuo genere pubblicati di recente. Non per copiarli: per capire quali codici il lettore si aspetta. I titoli dei thriller tendono a suonare in un modo, quelli dei romanzi rosa in un altro, quelli dei fantasy in un altro ancora. Allontanarsi da quei codici è possibile, ma deve essere una scelta consapevole e non una distrazione.
Il titolo lavora insieme alla copertina e alla quarta, che completano la promessa: se ti serve un confronto, leggi come scrivere la quarta di copertina. Anche la prima pagina fa la sua parte, come spieghiamo in come scrivere un incipit.
Verificare che il titolo non esista già
Prima di decidere, controlla che qualcun altro non abbia già usato lo stesso titolo. Non è una questione di divieti: è una questione di chiarezza. Un titolo già in circolazione crea confusione al lettore che cerca il tuo libro e ne trova un altro, al libraio, e a te quando provi a farti trovare online.
Ecco come procedere:
- Cerca il titolo fra virgolette in un motore di ricerca e guarda i primi risultati.
- Cerca nelle librerie online più diffuse e nei cataloghi delle biblioteche.
- Prova anche le varianti: con e senza articolo, singolare e plurale.
- Guarda con più attenzione i libri recenti e del tuo genere: l'omonimia pesa di più quando il pubblico è lo stesso.
- Controlla anche film, serie e canzoni con lo stesso titolo, che possono occupare i risultati di ricerca.
Capita che titoli molto brevi o formati da espressioni comuni siano già stati usati più volte. In quel caso, meglio aggiungere un elemento che renda il tuo riconoscibile, oppure cambiare strada.
Chi decide il titolo con una casa editrice
Nell'editoria tradizionale il titolo non è deciso dall'autore da solo. Spesso è l'editore a proporlo o a modificarlo, tenendo conto della collana, della copertina, di come il libro verrà presentato ai librai e di cosa funziona nel mercato in cui uscirà. Può confermare il tuo titolo, proporre piccoli ritocchi oppure suggerirne uno completamente diverso.
Di solito il titolo si concorda. Qualche indicazione per affrontare il confronto:
- arriva con un titolo che ti convince, ma senza considerarlo intoccabile;
- spiega perché lo hai scelto, con ragioni legate al testo e non solo al gusto;
- ascolta le ragioni dell'editore: conosce i lettori e le librerie in cui il libro arriverà;
- se una proposta ti sembra tradire il libro, dillo con argomenti precisi, proponendo alternative.
Se il contratto dice qualcosa sul titolo o sulle modifiche all'opera, leggilo con attenzione: trovi i punti da controllare in il contratto di edizione: le clausole da leggere prima di firmare.
Se invece scegli l'autopubblicazione, la decisione è tutta tua. Proprio per questo è utile farti dare un parere esterno prima di fissarlo: nessuno lo farà al posto tuo.
Una verifica finale
Prima di considerare chiusa la scelta, rispondi a queste domande:
- Il titolo fa capire il genere giusto?
- Promette qualcosa che il libro mantiene?
- Riesci a dirlo al telefono, senza dover spiegare come si scrive?
- È diverso dai titoli già usati, soprattutto nel tuo genere?
- Ti convincerà ancora fra qualche anno, a mente fredda?
Se rispondi di sì a tutte, hai un buon titolo. Se qualche risposta è incerta, vale la pena tornare alla lista e provare ancora: è un tempo ben speso, perché il titolo è la prima parola che il tuo libro dice al lettore.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Il titolo è la prima cosa che un editore legge del tuo manoscritto, e può anche cambiare strada facendo. Per questo, quando il libro è finito, conta avere accanto qualcuno che lo legga con occhio esterno. Agenzia Letteraria Italia rappresenta autori presso case editrici non a pagamento: presenta il tuo testo solo a editori che non chiedono soldi, contributi, acquisto di copie o servizi a pagamento.
Il titolo può essere ancora provvisorio. Leggiamo il manoscritto per intero e l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna. Se il testo non è ancora pronto lo diciamo, senza venderti corsi. Poi si lavora insieme, capitolo per capitolo, con commenti a margine, e l'ultima parola sul testo resta tua.
Il passo successivo è la presentazione agli editori:
- scheda editoriale, sinossi, profilo dell'autore ed estratti;
- case editrici scelte per collana e catalogo, non a caso.
Contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le cinque garanzie, spiegate riga per riga. Decidi tu e firmi tu. Trovi il percorso completo in come lavoriamo.
Se vuoi candidare il manoscritto, registrati: bastano nome ed email.
Domande frequenti
L'editore può cambiare il titolo del mio libro?
Sì, nell'editoria tradizionale capita spesso che l'editore proponga un titolo diverso o ritocchi quello dell'autore, tenendo conto di collana, copertina e mercato. Di norma il titolo si concorda tra autore ed editore, e conviene avere argomenti chiari per difendere il proprio.
Posso usare lo stesso titolo di un altro libro?
Succede che libri diversi abbiano titoli uguali o molto simili, ma è meglio evitarlo per non creare confusione tra lettori, librai e risultati di ricerca. Prima di decidere, cerca il titolo online e nei cataloghi delle librerie, soprattutto tra i libri del tuo genere.
Quanto deve essere lungo il titolo di un libro?
Non esiste una misura fissa, ma un titolo breve si ricorda, si scrive e si legge meglio, e sta più facilmente in copertina. Se il titolo è lungo, chiediti se ogni parola serve davvero a dare un'immagine o una promessa.
Devo avere già il titolo quando invio il manoscritto?
È meglio indicarne uno, perché compare sul frontespizio, nella lettera di presentazione e nella sinossi. Se è ancora provvisorio puoi inviarlo lo stesso: l'editore, se il testo lo convince, potrà discuterne con te più avanti.