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Come scrivere la quarta di copertina di un romanzo

Come scrivere la quarta di copertina di un romanzo: differenza con la sinossi, struttura in cinque mosse, lunghezza giusta, errori da evitare ed esempio inventato.

Redazione di Agenzia Letteraria Italia10 minuti di lettura

Quando prendi in mano un libro in libreria, di solito fai tre cose in pochi secondi: guardi la copertina, leggi il titolo, giri il volume. Il testo che trovi sul retro è spesso quello che decide se il libro resta in mano o torna sullo scaffale. È la quarta di copertina, e per un romanzo è il biglietto da visita più breve e più letto.

Scriverla è un mestiere a sé. Chi ha scritto trecento pagine può sentirsi tradito da un testo di poche righe: come si racconta un libro intero in così poco spazio? La risposta è che non lo racconti. Non devi riassumere la storia, ma far venire voglia di aprirla.

Qui trovi la differenza fra quarta e sinossi, chi la scrive davvero quando un libro esce con una casa editrice, una struttura in cinque mosse da seguire, gli errori più comuni e un esempio inventato da smontare pezzo per pezzo.

Che cos'è la quarta di copertina

La quarta di copertina è il retro del libro. Il nome viene dalla numerazione delle facce della copertina: la prima è il fronte, la seconda e la terza sono le facce interne, la quarta è il retro. Quando si parla di «quarta» si intende però soprattutto il testo di presentazione stampato lì. In inglese lo chiamano blurb, e anche in italiano sentirai usare questa parola, soprattutto per i testi che accompagnano un libro online.

Sul retro, oltre al testo, spesso trovi una breve citazione di un lettore o di un critico, il codice a barre e il prezzo. Se il libro ha la sovraccoperta, un testo di presentazione più lungo o la biografia dell'autore vanno sui risvolti, cioè le alette ripiegate all'interno. A proposito: per la scheda dell'autore c'è un articolo dedicato, come scrivere la biografia dell'autore.

Quarta e sinossi: la differenza

Sono due testi diversi, scritti per lettori diversi e con scopi opposti. Confonderli è l'errore più frequente di chi si avvicina per la prima volta all'editoria.

  • La sinossi è per chi deve decidere se pubblicare. Racconta tutta la trama, compreso il finale, e mostra che la storia regge dall'inizio alla fine. È uno strumento di lavoro per l'editore o per l'agente.
  • La quarta è per chi deve decidere se leggere. Racconta solo la situazione di partenza e il primo grande problema, senza rivelare il finale, e lascia una curiosità aperta. È uno strumento di seduzione per il lettore.
  • La sinossi è neutra e completa, la quarta è selettiva e ha un tono. Nella sinossi tutto quello che conta entra; nella quarta entra solo quello che accende l'interesse.
  • La sinossi è scritta in modo piano, la quarta si permette un ritmo. Se il romanzo è un thriller, la quarta deve avere tensione; se è una commedia, deve avere un sorriso.

Se stai preparando la proposta a un editore, la sinossi è il testo che ti serve: trovi il metodo in come scrivere la sinossi di un romanzo. La quarta viene dopo, o in parallelo, come esercizio di messa a fuoco.

Chi la scrive nell'editoria tradizionale

Con una casa editrice tradizionale, la quarta di copertina di solito la scrive la redazione: l'editor, l'ufficio editoriale o chi cura la comunicazione del libro. Non è uno sgarbo verso l'autore. La quarta fa parte del modo in cui il libro viene posizionato sul mercato, insieme a copertina, collana, titolo e target di lettori, e la casa editrice ha l'ultima parola su tutto questo.

L'autore, però, può proporre la propria versione, e spesso viene almeno consultato, anche solo per controllare che nel testo non ci siano imprecisioni sulla trama o sui personaggi. Proporne una buona è un vantaggio: dà alla redazione un punto di partenza e mostra che sai come vedere il tuo libro dal lato del lettore. Se poi la riscrivono, non prenderla come un rifiuto: chi ha letto cento retro di copertina nello stesso genere sa che cosa funziona in quel catalogo.

Se invece autopubblichi, la quarta tocca a te per intero, ed è per questo che vale la pena imparare a scriverla bene.

La struttura: cinque mosse

Una quarta efficace segue quasi sempre la stessa logica. Non è una formula da applicare alla cieca, ma un percorso che aiuta a non dimenticare nulla.

1. Il gancio

È la prima riga, quella che il lettore legge davvero. Deve incuriosire subito: un'immagine insolita, un contrasto, una situazione che pone una domanda senza farla esplicitamente. Evita le aperture generiche («Una storia di amore e di coraggio...») e le domande retoriche che non dicono nulla.

2. Il protagonista

Chi è, in una riga? Non serve la sua biografia: servono due o tre tratti che lo rendano riconoscibile, un mestiere, una condizione, un desiderio. Il lettore deve potersi chiedere «che cosa farà questa persona?».

3. Il conflitto

È il cuore del testo: che cosa va storto, che cosa si mette fra il protagonista e quello che vuole. Qui puoi accennare al primo grande evento della storia, quello che cambia l'equilibrio iniziale. Non andare oltre quella soglia.

4. La posta in gioco

Che cosa rischia il protagonista se fallisce? Può essere una vita, una relazione, un segreto, una casa, un'identità. Se la posta in gioco non c'è, il conflitto resta un fatto di cronaca. Se c'è, il lettore ha una ragione per voler sapere come va a finire.

5. Il tono

Non è una frase a parte: è il modo in cui scrivi tutte le altre. Frasi corte e secche per un thriller, un lessico più caldo per un romanzo d'amore, una punta di ironia per una commedia. La quarta promette un'esperienza di lettura: se il libro è cupo e la quarta è brillante, il lettore si sente ingannato.

Quanto deve essere lunga

Poco. La quarta di un romanzo è fatta di poche righe, in genere uno o due paragrafi brevi, che si leggono in pochi secondi e stanno comodamente sul retro del libro senza costringere a rimpicciolire i caratteri. Più si accorcia, più ogni parola pesa.

Una regola pratica: scrivi prima una versione lunga, con tutto quello che ti sembra importante, poi taglia fino a lasciare solo ciò che serve a far girare la pagina. Le descrizioni per le librerie online e per gli store di ebook permettono di solito qualche riga in più, ma conviene che le prime righe, quelle visibili senza cliccare, contengano già il gancio e il conflitto.

Un esempio inventato

Ecco una quarta per un romanzo che non esiste, «L'ultima corriera per Valmora». Serve solo a mostrare il meccanismo.

Valmora ha una sola strada, una sola corriera e un segreto che nessuno ha mai messo su una mappa.

Irene Costa, geometra di città, torna al paese per vendere la casa del padre e ripartire in fretta. Le bastano un rilievo, due firme, una settimana. Ma fra le carte del vecchio trova la planimetria di una stanza che nella casa non esiste.

Più Irene misura, meno i conti tornano: i muri sono troppo spessi, i vicini cambiano discorso, e qualcuno entra di notte a cercare ciò che lei ha appena trovato. Per scoprire che cosa nascondeva suo padre dovrà decidere di chi fidarsi, prima che l'acquirente arrivi con le ruspe.

Un romanzo di segreti di famiglia e di paesi che non dimenticano.

Smontiamola:

  • Gancio: la prima riga dà un luogo, un oggetto (la corriera) e un mistero, in una frase sola.
  • Protagonista: Irene è «geometra di città», il suo mestiere è già un indizio sul tipo di storia (misurare, scoprire ciò che non torna).
  • Conflitto: la planimetria di una stanza inesistente. È l'evento che rompe l'equilibrio, e il testo si ferma lì, o poco più avanti.
  • Posta in gioco: capire il segreto del padre prima che la casa venga demolita. C'è un nemico e c'è una scadenza.
  • Tono: frasi brevi, ritmo da romanzo di mistero, un'ultima riga che dichiara il genere senza ricorrere ad aggettivi.
  • Il finale non c'è: non sappiamo che cosa c'è nella stanza, né chi entra di notte. È esattamente quello che deve succedere.

Gli errori più comuni

  • Riassumere tutta la trama. Se racconti anche i colpi di scena, tolgi al lettore il motivo per aprire il libro.
  • Rivelare il finale. Nella quarta non si fa mai, nemmeno in forma di allusione.
  • Usare aggettivi di lode per il proprio libro. «Avvincente», «imperdibile», «emozionante» sono giudizi: è il lettore a doverli pronunciare, non il testo. Meglio una scena che un aggettivo.
  • Affollare di nomi. Un protagonista, al massimo un antagonista o un secondo personaggio decisivo. Più nomi nella quarta significa più confusione.
  • Cambiare tono rispetto al libro. Una quarta ironica per un romanzo drammatico, o viceversa, tradisce le aspettative.
  • Chiudere con una domanda scontata. «Riuscirà Irene a salvare la casa?» è un finale debole. Un'ultima riga che indica il genere o il tema funziona quasi sempre meglio.
  • Dimenticare il genere. Il lettore del giallo cerca un tipo di promessa, quello del romance un altro. La quarta deve far riconoscere subito dove si trova.

Come lavorarci

  1. Scrivi una frase sola che dica chi è il protagonista, che cosa vuole e che cosa lo ostacola. Se non ci riesci, il problema non è la quarta: il nucleo della storia è ancora poco a fuoco.
  2. Espandi quella frase in due paragrafi seguendo le cinque mosse.
  3. Taglia ogni parola che non spinge verso la pagina successiva.
  4. Leggi ad alta voce: il ritmo si sente meglio che a occhio.
  5. Falla leggere a qualcuno che non conosce il libro, per esempio un beta reader, e chiedigli: «Lo leggeresti? Che cosa pensi che succeda?». Se immagina una storia diversa dalla tua, la quarta sta promettendo qualcosa che il libro non mantiene.

Anche il titolo e l'incipit lavorano nella stessa direzione: se vuoi rifinire il resto del biglietto da visita del libro, leggi come scegliere il titolo di un libro e come scrivere un incipit.

Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia

La quarta di copertina, se il libro esce con una casa editrice, la scrive di solito la redazione. Prima di arrivare a quel punto, però, il romanzo deve convincere un lettore diverso, l'editore che decide se pubblicarlo, e a lui servono sinossi, scheda editoriale, profilo dell'autore ed estratti. È un lavoro a parte, e conviene farlo con metodo.

Agenzia Letteraria Italia rappresenta autori presso case editrici non a pagamento: il tuo testo viene presentato solo a editori che non chiedono soldi, né contributi, né acquisto di copie, né servizi a pagamento. Il percorso si svolge nell'area personale del sito, ed è descritto in come lavoriamo:

  • leggiamo il manoscritto per intero e l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna; se il testo non è ancora pronto, te lo diciamo, senza venderti corsi;
  • facciamo l'editing insieme a te, capitolo per capitolo, con commenti a margine, e l'ultima parola sul testo resta tua;
  • prepariamo i materiali per gli editori e li scegliamo per collana e catalogo, non a caso.

Contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le cinque garanzie, tra cui royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore e un piano di marketing e distribuzione presentato prima della firma. Le leggiamo con te riga per riga, poi decidi e firmi tu.

Se il tuo romanzo è pronto, o quasi, puoi candidare il manoscritto.

Domande frequenti

Che cos'è la quarta di copertina?

È il retro del libro e, per estensione, il testo di presentazione stampato lì. Serve a far capire al lettore di che cosa parla il romanzo e a convincerlo a leggerlo, senza svelare il finale.

Qual è la differenza fra quarta di copertina e sinossi?

La sinossi riassume l'intera trama, finale compreso, ed è pensata per chi deve valutare il testo, come un editore o un agente. La quarta presenta solo la situazione iniziale e il conflitto, ed è pensata per il lettore che deve decidere se comprare il libro.

Chi scrive la quarta di copertina di un libro?

Con una casa editrice tradizionale la scrive di solito la redazione, perché fa parte del posizionamento del libro sul mercato. L'autore può proporre una propria versione o essere consultato per controllarla. Chi autopubblica la scrive invece in prima persona.

Quanto deve essere lunga la quarta di copertina?

Deve essere breve: poche righe, che si leggono in pochi secondi e stanno bene sul retro del volume. Le descrizioni online possono essere un po' più ampie, ma le prime righe devono già contenere il gancio e il conflitto.

Il percorso di accompagnamento alla pubblicazione

Dal manoscritto alla proposta di un editore, con un agente dalla tua parte.

Agenzia Letteraria Italia legge il tuo testo, lo lavora con te e lo presenta alle case editrici adatte al tuo genere. Tutto succede nell’area personale, un passo alla volta.

  1. A

    Apri l’area personale

    Bastano nome ed email. Da quel momento hai un posto dove tenere il testo, i documenti e ogni scambio con noi.

  2. B

    Firmi il contratto di affidamento

    Lo leggi per intero prima di firmare. Entra in vigore solo se la valutazione del manoscritto è positiva: fino ad allora nessuna esclusiva e nessun compenso.

  3. C

    Carichi o scrivi il manoscritto

    Importi un .docx o un .pdf e lo ritrovi diviso in capitoli, oppure scrivi direttamente qui. Al primo salvataggio l’opera è depositata, con data certa opponibile a terzi.

  4. D

    Lo leggiamo

    Lo leggiamo per intero e valutiamo se è pronto per gli editori. Se non lo è ancora te lo diciamo: non ti vendiamo un corso.

  5. E

    Lavoriamo il testo insieme

    Editing capitolo per capitolo, con i nostri commenti nel margine e le versioni sempre recuperabili. L’ultima parola sul testo è tua.

  6. F

    Presentiamo l’opera agli editori

    Scheda editoriale, sinossi, profilo autore, estratti. Scegliamo le case editrici per collana e catalogo, non a caso.

  7. G

    Ricevi solo proposte conformi

    Ogni contratto che arriva viene misurato sulle cinque garanzie prima che tu lo veda. Te lo spieghiamo riga per riga; decidi tu.

Le garanzie per gli autori che selezioniamo

  • I

    Solo case editrici No EAP

    Ti presentiamo solo a editori che non chiedono soldi all’autore: né contributi, né copie da comprare, né servizi a pagamento.

  • II

    Royalties di almeno il 15%

    Sui ricavi dell’editore, con la base di calcolo scritta per esteso nel contratto.

  • III

    Copie in omaggio

    Gratuite e tue da distribuire: ai librai, alla stampa, ai primi lettori.

  • IV

    Il libro presente alle fiere

    L’editore si impegna a rendere l’opera presente nelle fiere del libro a cui partecipa.

  • V

    Un piano di marketing allegato al contratto

    Lo leggi prima di firmare e, una volta firmato, vincola l’editore nei tuoi confronti.

Nessun costo e nessun anticipo richiesto all’autore senza una proposta adeguata.