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Come pubblicare un libro di poesie senza pagare

Come pubblicare un libro di poesie senza pagare: riviste, letture, antologie serie, la raccolta giusta e i segnali dell'editoria a pagamento da evitare.

Redazione di Agenzia Letteraria Italia9 minuti di lettura

Una cartella piena di poesie scritte negli anni, qualcuna letta ad alta voce a degli amici, un paio finite su un blog. Poi arriva la domanda: come si fa a trasformarle in un libro? Se cerchi «pubblicare poesie», le prime risposte che trovi promettono quasi sempre la stessa cosa: un editore entusiasta, un contratto pronto, il tuo nome in copertina. E quasi sempre, da qualche parte, c'è anche un conto da pagare.

La risposta onesta è meno comoda. La poesia è il genere con il mercato più stretto: pochi lettori in libreria, poche collane, tirature contenute. Proprio per questo è anche il terreno in cui l'editoria a pagamento è più diffusa. Chi scrive versi spesso desidera il libro più di qualunque guadagno, ed è facile approfittarne.

Pubblicare senza pagare, però, è possibile. Il percorso è diverso da quello di un romanzo, richiede più pazienza e passa quasi sempre da tappe intermedie. Vediamole una per una.

Com'è fatto davvero il mercato della poesia

Una casa editrice vive di vendite, e la poesia vende poco. Per questo le collane di poesia sono poche, spesso sono più un impegno culturale che una fonte di guadagno, e accolgono pochi titoli nuovi ogni anno. Molti esordienti non vengono scelti per un invio spontaneo, ma perché qualcuno li ha già letti altrove: su una rivista, a una lettura pubblica, in un'antologia curata.

Agenzia Letteraria Italia legge anche poesia, e lo dice apertamente: il mercato è strettissimo. Saperlo prima ti evita due errori opposti: aspettarti una risposta in poche settimane e accettare la prima offerta che arriva, solo perché è l'unica.

Perché l'editoria a pagamento prospera proprio qui

Chi scrive poesia, di solito, non si aspetta di guadagnarci. Scrive per bisogno, per passione, per lasciare una traccia. È un autore che, più di altri, è disposto a pagare pur di vedere il proprio libro stampato.

Un editore che incassa dall'autore non ha però bisogno di vendere il libro: ha già guadagnato. Il risultato sono volumi che non vengono selezionati, non vengono distribuiti e non vengono letti da nessuno, a parte chi li ha comprati. Se vuoi un quadro generale dei segnali di questo schema, trovi tutto in Editoria a pagamento (EAP): come riconoscerla prima di firmare. Più avanti in questo articolo guardiamo quelli tipici della poesia.

Il percorso realistico

Le riviste letterarie

Cartacee o online, le riviste letterarie sono il primo gradino. Le redazioni scelgono pochi testi per numero, e una poesia accolta vale come una prima conferma da parte di lettori competenti. Chi dirige una collana di poesia, spesso, le legge.

Alcune regole pratiche:

  • leggi la rivista prima di scrivere alla redazione: ogni testata ha una sua linea, e inviare testi lontani da quella linea è il motivo più comune di rifiuto;
  • rispetta le indicazioni di invio, comprese quelle sul numero di testi e sul formato;
  • non pagare mai una quota per essere letto o pubblicato;
  • tieni traccia di dove hai inviato che cosa, per non sovrapporre le proposte.

Le letture pubbliche

La poesia nasce anche per la voce. Rassegne, serate di lettura, festival, librerie e circoli culturali ti permettono di incontrare altri poeti, curatori e lettori, e di capire quali dei tuoi testi funzionano davvero davanti a un pubblico. Molte collaborazioni e molte segnalazioni nascono da qui, non da un invio a freddo.

Le antologie serie

Un'antologia seria ha un curatore riconoscibile, un criterio di selezione che si capisce dal tema o dall'impostazione, e non chiede nulla agli autori: né una quota, né l'acquisto di copie. Essere inclusi in un'antologia di questo tipo è un titolo che puoi citare quando ti presenti a un editore. Un'antologia in cui «entra chiunque paghi» non lo è, e non ha alcun valore per chi legge il tuo curriculum.

I concorsi senza quota

Esistono concorsi di poesia ben organizzati, con giurie riconoscibili e regolamenti chiari. Il criterio è semplice: nessuna quota di iscrizione per partecipare e nessuna pubblicazione a contributo per i vincitori. Come distinguere i concorsi che contano da quelli da evitare lo trovi in Concorsi letterari: quali valgono davvero e quali evitare.

Dalle poesie sparse alla raccolta

Un errore molto frequente è proporre «tutte le poesie scritte finora». Un editore non cerca un archivio: cerca un libro. Una raccolta ha un filo conduttore, che può essere un tema, una voce, un luogo, un periodo di vita, una forma. Se qualcuno ti chiede di che cosa parla il tuo libro e la risposta è «un po' di tutto», il lavoro non è finito.

Per costruire una raccolta coesa:

  1. scegli il filo e lascia fuori ciò che non lo segue, anche se ti piace;
  2. dai un titolo al libro: dice che cosa è, e orienta la lettura;
  3. progetta l'architettura: sezioni, ordine, la poesia che apre e quella che chiude, i passaggi fra una parte e l'altra;
  4. taglia senza pietà i testi più deboli: una raccolta più corta e compatta convince più di una lunga e disomogenea;
  5. falla leggere a qualcuno che sappia dirti la verità: i beta reader servono anche per la poesia.

Quando la raccolta è pronta, la proposta all'editore segue le regole di ogni invio: una lettera breve e precisa, pochi testi di esempio se richiesti, il rispetto delle indicazioni. Ti aiutano la lettera di presentazione e la guida su come inviare un manoscritto a una casa editrice. Se ti preoccupa la tutela dei tuoi testi, leggi come proteggere un manoscritto.

Come riconoscere una collana di poesia seria

Prima di inviare qualunque cosa, studia il catalogo. Una collana seria si riconosce da elementi concreti:

  • un catalogo curato e coerente, con una linea riconoscibile e non un elenco di titoli senza filo;
  • un curatore o un direttore di collana con nome e profilo pubblici, che risponde delle scelte;
  • pochi titoli nuovi all'anno: chi pubblica pochissimo seleziona davvero, chi pubblica moltissimo spesso no;
  • una distribuzione reale: cerca alcuni titoli del catalogo nelle librerie online e in una libreria fisica;
  • una vita dopo l'uscita: presentazioni, recensioni su riviste, partecipazione a festival;
  • un contratto che non ti chiede nulla, né denaro né acquisto di copie.

Per l'elenco generale dei luoghi a cui scrivere, e per scartare le proposte a pagamento, leggi Case editrici che accettano manoscritti. Per la poesia, aggiungi un controllo: leggi qualche libro della collana. Se non ti riconosci nel tono di quei libri, probabilmente non ti riconoscerai nemmeno nel catalogo.

I segnali di editoria a pagamento tipici della poesia

La poesia ha le sue trappole ricorrenti. Eccole:

  • antologie a pagamento: ti invitano a «partecipare» a un volume collettivo, ma per comparire devi versare una quota, pagare la tua pagina o acquistare copie;
  • copie da acquistare: il contratto, o la mail che lo precede, ti obbliga a comprarne un certo numero, magari presentato come «prenotazione» o «sconto autore»;
  • premi con pubblicazione a contributo: il tuo testo viene premiato, ma per vedere il libro stampato devi pagare;
  • lodi generiche e rapidissime: complimenti senza un riferimento a un verso o a una scelta stilistica, arrivati dopo pochissimo tempo;
  • quota di lettura o di valutazione: una cifra per far esaminare i tuoi testi;
  • pacchetti di servizi: promozione, presentazioni, ufficio stampa, offerti come condizione per uscire.

Se una sola di queste voci compare, fermati. Un editore che crede nel tuo libro sostiene i costi e guadagna solo se il libro vende. Prima di firmare qualunque cosa, leggi anche Il contratto di edizione: le clausole da leggere prima di firmare.

Pubblicare poesie online

Blog, social e riviste online sono un buon modo per farti leggere, trovare un pubblico e ricevere reazioni vere. Per molti poeti contemporanei, oggi, è il punto di partenza.

Due attenzioni, però. La prima: molte riviste e molti concorsi chiedono testi inediti, quindi controlla il regolamento prima di pubblicare online una poesia che pensi di inviare altrove. La seconda: la rete non è una vetrina qualunque, e un testo pubblicato è un testo esposto. Se tieni alla paternità dei tuoi versi, conserva le bozze datate e informati sulla tutela.

Le pubblicazioni online ben fatte, con una redazione che sceglie, contano come quelle cartacee. Quelle in cui basta mandare un testo per vederlo comparire dicono poco di te come autore, ma sono comunque un modo per tenerti in allenamento.

Il self publishing: una scelta, non una scorciatoia

Per la poesia, l'autopubblicazione può essere una scelta sensata, a una condizione: avere già un pubblico. Se leggi regolarmente dal vivo, se hai lettori che ti seguono online, se c'è chi aspetta il tuo libro, stampare in proprio è un modo legittimo di arrivare a loro.

Se invece speri che il libro «si faccia trovare» da solo, l'esito è quasi sempre deludente. Dovrai occuparti di revisione, impaginazione, copertina, distribuzione e promozione, e investire tempo e denaro. Per ragionare sulle alternative leggi Self publishing o casa editrice: come scegliere e Quanto costa pubblicare un libro. La differenza con l'editoria a pagamento è la trasparenza: nel self publishing sai che paghi tu e che cosa ricevi in cambio, e il controllo resta nelle tue mani.

Da dove cominciare, in pratica

  1. Scegli le poesie migliori e leggile ad alta voce, da solo e davanti ad altri.
  2. Invia pochi testi a riviste che hai letto davvero, senza pagare nulla.
  3. Partecipa a letture e rassegne per farti conoscere.
  4. Costruisci una raccolta con un filo e un titolo.
  5. Studia i cataloghi delle collane serie e proponi il libro solo dove ha senso.
  6. Diffida di chiunque ti chieda denaro o l'acquisto di copie.

Non è un percorso veloce. È però quello che, negli anni, costruisce un nome e un libro che qualcuno legge.

Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia

Pubblicare poesia senza pagare richiede pazienza, e non ti diciamo il contrario. Agenzia Letteraria Italia legge anche poesia, ma ti dice apertamente che il mercato è strettissimo: non possiamo prometterti una pubblicazione, possiamo lavorare con serietà sulla tua raccolta.

La leggiamo per intero e l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna. Se la raccolta non è ancora pronta, lo diciamo, senza venderti corsi. Se ha le basi, lavoriamo insieme sul testo, con commenti a margine su filo conduttore, ordine delle sezioni e poesie da tagliare. L'ultima parola è sempre tua.

Poi prepariamo scheda editoriale, sinossi, profilo dell'autore ed estratti, e scegliamo le case editrici per collana e catalogo, non a caso. Questo è ciò che ti protegge:

  • presentiamo l'autore solo a editori che non chiedono soldi, contributi, acquisto di copie o servizi a pagamento;
  • contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le garanzie, compresi royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore e un piano di marketing e distribuzione prima della firma. Decidi e firmi tu.

Se intanto leggi i tuoi versi in pubblico o li pubblichi online, puoi usare la tutela gratuita del manoscritto, con deposito a data certa, anche se non ti fai rappresentare.

Quando la raccolta è pronta, puoi candidarla qui: bastano nome ed email, e il contratto di affidamento entra in vigore solo se la valutazione è positiva.

Domande frequenti

È possibile pubblicare un libro di poesie senza pagare?

Sì, ma è più difficile che per la narrativa, perché le collane di poesia sono poche e selezionano molto. Il percorso più realistico passa da riviste, letture pubbliche e antologie serie, e arriva a una raccolta coesa da proporre a editori che non chiedono nulla all'autore.

Quante poesie servono per fare una raccolta?

Non esiste un numero fisso che valga per tutti. Conta che la raccolta abbia un filo riconoscibile, un titolo e una struttura in cui ogni testo ha un motivo per esserci. Una raccolta breve e compatta è quasi sempre più convincente di una lunga e disomogenea.

Pubblicare poesie online mi chiude le porte con gli editori?

In genere no, anzi può aiutarti a costruire un pubblico e un nome. Il rischio riguarda i concorsi e le riviste che chiedono testi inediti: se una poesia è già online, potrebbe non essere ammessa. Leggi sempre il regolamento prima di pubblicare.

Come capisco se un'antologia di poesia è seria?

Guarda chi la cura, come vengono scelti i testi e che cosa ti viene chiesto. Se c'è un curatore riconoscibile, una selezione vera e nessuna richiesta di quote o di acquisto di copie, è un buon segno. Se partecipare costa o il volume deve essere comprato dagli autori, è editoria a pagamento.

Il percorso di accompagnamento alla pubblicazione

Dal manoscritto alla proposta di un editore, con un agente dalla tua parte.

Agenzia Letteraria Italia legge il tuo testo, lo lavora con te e lo presenta alle case editrici adatte al tuo genere. Tutto succede nell’area personale, un passo alla volta.

  1. A

    Apri l’area personale

    Bastano nome ed email. Da quel momento hai un posto dove tenere il testo, i documenti e ogni scambio con noi.

  2. B

    Firmi il contratto di affidamento

    Lo leggi per intero prima di firmare. Entra in vigore solo se la valutazione del manoscritto è positiva: fino ad allora nessuna esclusiva e nessun compenso.

  3. C

    Carichi o scrivi il manoscritto

    Importi un .docx o un .pdf e lo ritrovi diviso in capitoli, oppure scrivi direttamente qui. Al primo salvataggio l’opera è depositata, con data certa opponibile a terzi.

  4. D

    Lo leggiamo

    Lo leggiamo per intero e valutiamo se è pronto per gli editori. Se non lo è ancora te lo diciamo: non ti vendiamo un corso.

  5. E

    Lavoriamo il testo insieme

    Editing capitolo per capitolo, con i nostri commenti nel margine e le versioni sempre recuperabili. L’ultima parola sul testo è tua.

  6. F

    Presentiamo l’opera agli editori

    Scheda editoriale, sinossi, profilo autore, estratti. Scegliamo le case editrici per collana e catalogo, non a caso.

  7. G

    Ricevi solo proposte conformi

    Ogni contratto che arriva viene misurato sulle cinque garanzie prima che tu lo veda. Te lo spieghiamo riga per riga; decidi tu.

Le garanzie per gli autori che selezioniamo

  • I

    Solo case editrici No EAP

    Ti presentiamo solo a editori che non chiedono soldi all’autore: né contributi, né copie da comprare, né servizi a pagamento.

  • II

    Royalties di almeno il 15%

    Sui ricavi dell’editore, con la base di calcolo scritta per esteso nel contratto.

  • III

    Copie in omaggio

    Gratuite e tue da distribuire: ai librai, alla stampa, ai primi lettori.

  • IV

    Il libro presente alle fiere

    L’editore si impegna a rendere l’opera presente nelle fiere del libro a cui partecipa.

  • V

    Un piano di marketing allegato al contratto

    Lo leggi prima di firmare e, una volta firmato, vincola l’editore nei tuoi confronti.

Nessun costo e nessun anticipo richiesto all’autore senza una proposta adeguata.