Hai una storia che funziona solo se la vedi sulla pagina: un'inquadratura, un silenzio fra due vignette, un volto che dice più delle parole. Il fumetto è un linguaggio a sé, e proporlo a un editore richiede un lavoro diverso da quello di un romanzo. Non basta un testo: serve una proposta in cui storia e immagini si leggano insieme.
La domanda che si pone quasi ogni esordiente è la stessa: da dove si comincia? Bisogna aver finito l'intero volume? Si manda prima la sceneggiatura o i disegni? E se io scrivo ma non so disegnare, o viceversa?
Qui trovi un percorso concreto: chi fa che cosa, che cosa mettere in una proposta, come scegliere il formato, come usare le fiere e l'autoproduzione, e perché i diritti fra coautori vanno regolati per iscritto prima di mandare qualsiasi cosa.
Chi fa che cosa: sceneggiatore e disegnatore
Un fumetto nasce di norma da due competenze: chi scrive la storia (lo sceneggiatore) e chi la traduce in immagini (il disegnatore, che a volte è affiancato da chi colora e da chi fa il lettering). Possono essere la stessa persona oppure due o più persone.
Fai tutto da solo
Se scrivi e disegni, hai un vantaggio: la proposta è completa e coerente, e l'editore vede subito il progetto nella sua forma. Il rischio è sbilanciarlo: una storia ottima con tavole acerbe, o tavole splendide con una trama debole. Chiedi un parere esterno su entrambe le metà, non solo su quella che senti più tua.
Hai un coautore
Se lavori in coppia, la proposta deve mostrare che il lavoro funziona insieme. Un editore valuta la storia, ma anche la tenuta del tratto, la capacità di raccontare per immagini e l'affidabilità nel portare a termine un progetto lungo. E c'è una questione che non si può rimandare: gli accordi fra voi. Ne parliamo più avanti.
Sei solo sceneggiatore o solo disegnatore
È una situazione comunissima. Sei uno sceneggiatore e non disegni? Cerca un disegnatore prima di proporti, perché un soggetto senza tavole è molto più difficile da valutare. Sei un disegnatore con un portfolio ma senza storia? Anche qui conviene presentarsi con un progetto, non solo con un book di illustrazioni. Alcuni editori mettono in contatto autori e disegnatori già del loro giro, ma non è la regola: costruire il tandem da te è quasi sempre la strada più sicura.
Il pacchetto di proposta
Un editore di fumetti non ti chiede di consegnare un volume finito. Vuole capire che cosa racconti, come lo racconti e se sai farlo. Per questo la proposta si compone di più elementi:
- Il soggetto: una sintesi della storia, con l'inizio, gli snodi principali e il finale. Non nasconderlo per «lasciare la suspense»: chi valuta deve vedere che la storia regge fino in fondo. Per impostarlo puoi guardare come scrivere la sinossi di un romanzo, che vale in buona parte anche qui.
- Una parte di sceneggiatura: un capitolo, un episodio o le prime pagine, scritti nel formato vero del fumetto.
- Le tavole di prova: alcune pagine disegnate, consecutive, che mostrino come racconti per immagini. Meglio una sequenza che si legge davvero che tante illustrazioni isolate.
- Gli studi dei personaggi (e, se serve, dei luoghi): schizzi e schede che fanno capire chi sono i protagonisti e come cambiano.
- Una presentazione del progetto: formato previsto, lunghezza indicativa, a che pubblico ti rivolgi, e due righe su chi sei.
Aggiungi una lettera di accompagnamento breve e chiara: nella lettera di presentazione per una casa editrice trovi un modello da adattare.
La sceneggiatura di un fumetto
La sceneggiatura di un fumetto non somiglia a quella di un romanzo né a quella di un film. È un testo di servizio, scritto per essere trasformato in disegni. Di solito è organizzata per pagina e per vignetta e contiene, per ciascuna:
- una descrizione visiva essenziale: chi c'è, dove, che cosa accade, con quale inquadratura se è importante;
- i dialoghi e le didascalie, brevi, perché lo spazio nel balloon è poco;
- eventuali indicazioni di ritmo, per esempio una pagina intera dedicata a un momento chiave.
Due errori ricorrenti. Il primo è scrivere troppo: descrizioni lunghissime tolgono libertà al disegnatore e appesantiscono la lettura. Il secondo è dimenticare che il fumetto racconta con le immagini: se una scena si capisce solo grazie ai dialoghi, forse stai scrivendo una radiocommedia. Vale lo stesso principio di mostrare, non raccontare.
Graphic novel o serie: scegli il formato
Il formato cambia il modo in cui l'editore guarda il tuo progetto.
- Graphic novel: un volume unico, con una storia compiuta. È la strada più naturale per un esordiente, perché dimostra che sai chiudere un racconto lungo e perché è più semplice da valutare.
- Serie: più volumi o episodi con personaggi e mondo ricorrenti. È una scommessa più grande per l'editore, che deve credere nel progetto nel tempo. Se proponi una serie, presenta bene il primo capitolo e indica come immagini l'evoluzione, ma fai in modo che il primo volume stia in piedi anche da solo.
- Racconti brevi o strisce: utili come palestra o per costruire un pubblico, ma più difficili da proporre come primo progetto editoriale.
Indica con chiarezza il formato che hai in mente. Un progetto che dice di sé «può essere tutto» comunica di non avere ancora una forma.
Dove e come proporlo
Come per i romanzi, il primo passo è costruire una lista di editori che pubblicano davvero fumetti e graphic novel e che accettano proposte. Guarda i cataloghi: se non c'è nulla di simile al tuo progetto per genere, tono o pubblico, probabilmente non è la porta giusta. Per il metodo generale di ricerca e di invio ti servono case editrici che accettano manoscritti e come inviare un manoscritto a una casa editrice: quasi tutto vale anche per i fumetti, con la differenza che i file contengono immagini.
Alcune accortezze pratiche:
- leggi le indicazioni di invio di ciascun editore e rispettale: ognuno ha le sue regole su formato, peso dei file e contenuto;
- prepara i file in PDF leggibili, con le pagine nell'ordine di lettura;
- non mandare gli originali: invia sempre copie;
- non spedire materiale a editori che non accettano proposte non sollecitate.
Vale anche qui la regola di fondo: un editore serio non ti chiede soldi per valutare né per pubblicare. Se arriva una richiesta di contributo o di acquisto di copie, rileggi come riconoscere l'editoria a pagamento.
Le fiere di settore
Nel mondo del fumetto le fiere hanno un peso particolare. Sono occasioni in cui autori, editori, redattori e lettori si incontrano in uno stesso luogo, e in molte si trovano momenti dedicati proprio agli esordienti, come le revisioni di portfolio, in cui un professionista guarda il tuo lavoro e ti dà un parere.
A che cosa servono davvero?
- a vedere cosa pubblicano gli editori e capire a chi può interessare il tuo progetto;
- a ricevere un parere diretto sulle tavole, che nessuna mail ti darà;
- a conoscere altri autori: è così che nascono molte coppie sceneggiatore-disegnatore;
- a farti conoscere come persona, non solo come file in una casella di posta.
Non aspettarti un contratto sul posto: una fiera è un'occasione di contatto, non un punto di arrivo. Porta con te materiale ordinato e un biglietto da visita, e ricorda che anche un parere critico è un regalo. Per approfondire a che cosa servono questi eventi, vedi le fiere del libro per gli autori.
Autoproduzione e webcomic: una palestra
Molti autori di fumetti si fanno le ossa autoproducendosi: pubblicano a puntate online, stampano piccole tirature o partecipano ai mercatini indipendenti. È una palestra preziosa per ragioni molto pratiche:
- impari a finire le cose, e a mantenere un ritmo di consegna;
- ricevi un riscontro reale dai lettori;
- il tuo stile si assesta, e lo si vede da una pagina all'altra;
- ottieni materiale concreto da mostrare a un editore.
Attenzione, però: se pubblichi online l'intera storia, valuta che cosa resta da proporre. Alcuni editori guardano con interesse un progetto che ha già un pubblico, altri preferiscono materiale inedito. Su questo tema trovi un ragionamento più ampio in si può proporre a un editore un libro già autopubblicato. Tieni anche presente che pubblicare online non ti dispensa dal tutelare il lavoro: come proteggere un manoscritto spiega come datare in modo certo le tue opere.
Diritti fra coautori: mettili per iscritto
Quando una storia nasce a quattro mani, ognuno ha contribuito in modo diverso e ognuno ha diritti sul proprio apporto. Finché il progetto è un'idea fra amici, tutto sembra semplice; il problema arriva quando un editore dice sì, o quando il fumetto ha successo, o quando uno dei due vuole smettere. Per questo conviene fissare gli accordi prima di inviare la proposta, in un testo firmato da tutti.
Che cosa dovrebbe chiarire?
- chi è autore di che cosa: soggetto, sceneggiatura, disegni, colori, lettering;
- come vengono divisi i compensi e le royalties che l'editore riconosce;
- chi tratta con l'editore e chi può firmare a nome del gruppo;
- che cosa succede ai personaggi: si possono usare in altri progetti? da chi? con quale consenso?
- che cosa accade se uno lascia il progetto o non consegna le tavole;
- come sono indicati i crediti in copertina e nei materiali.
Per orientarti ti serve conoscere che cosa significa cedere i diritti d'autore e quali clausole controllare in un contratto di edizione. Un accordo fra coautori non è una mancanza di fiducia: è ciò che permette di restare in buoni rapporti anche quando le cose si fanno serie. Se la situazione è complessa, fai guardare il testo a un avvocato che si occupa di diritto d'autore.
Un'impostazione di base può essere una breve intesa di questo tipo, da adattare alle vostre esigenze:
Noi sottoscritti, sceneggiatore e disegnatore del progetto «[titolo]», dichiariamo di collaborare alla sua realizzazione e di voler proporlo a case editrici. Riconosciamo a ciascuno la paternità del proprio contributo. Ci impegniamo a dividere in parti concordate i compensi derivanti dall'opera e a non cedere a terzi diritti sul progetto senza il consenso scritto dell'altro. In caso di abbandono del progetto da parte di uno di noi, le parti concordano le seguenti regole: [da definire].
Gli errori che si vedono più spesso
- Proposta incompleta: solo disegni sparsi o solo un soggetto, senza una sequenza che mostri come racconti.
- Troppe tavole di prova scollegate fra loro, invece di poche pagine consecutive.
- Progetto troppo vago su formato, pubblico e lunghezza.
- Invio massivo, a chiunque, senza controllare se l'editore pubblica quel tipo di opere.
- Nessun accordo scritto fra coautori.
- Fretta: mandare materiale ancora acerbo e bruciare l'occasione. Se arriva un rifiuto, che cosa fare dopo un rifiuto ti aiuta a ripartire.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Una premessa onesta: il fumetto e la graphic novel non rientrano fra i generi che seguiamo, quindi non possiamo rappresentare una proposta fatta di tavole. Ci sono però due punti dell'articolo su cui il nostro lavoro può esserti utile.
Il primo è la tutela. Se stai scrivendo soggetto e sceneggiatura, puoi depositare il testo gratuitamente, con data certa via posta elettronica certificata e iscrizione a un registro di opere, anche se non ti fai rappresentare.
Il secondo è un metro di giudizio. Per gli autori selezionati contrattiamo cinque garanzie, e puoi usarle anche tu per leggere qualsiasi offerta di un editore:
- nessuna richiesta di soldi, contributi o acquisto di copie;
- royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore, con la base di calcolo scritta nel contratto;
- copie in omaggio e libro presente alle fiere a cui l'editore partecipa;
- piano di marketing e distribuzione presentato prima della firma e allegato al contratto di edizione.
Le trovi spiegate riga per riga in le cinque garanzie.
Se accanto al fumetto hai un romanzo, un memoir o una raccolta di racconti, puoi candidare il manoscritto. Lo leggiamo per intero e l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni dalla consegna. Se il testo non è ancora pronto, te lo diciamo. L'ultima parola sul testo e la firma sul contratto restano sempre tue.
Domande frequenti
Devo aver finito il fumetto prima di proporlo a un editore?
Di solito no. Per un esordiente è più comune presentare un soggetto completo, una parte di sceneggiatura e alcune tavole di prova che mostrino lo stile. Controlla comunque le indicazioni di ogni editore, perché le richieste possono cambiare.
Se scrivo e non disegno, posso proporre solo la sceneggiatura?
È possibile, ma è la strada più in salita, perché l'editore fatica a valutare il risultato finale senza immagini. Meglio cercare un disegnatore e presentarsi in coppia con almeno alcune tavole di prova.
Pubblicare il fumetto online a puntate mi svantaggia con gli editori?
Non necessariamente: un progetto con un pubblico e un ritmo di lavoro dimostrato può essere un punto a favore. Alcuni editori però preferiscono materiale inedito, quindi conviene valutare caso per caso che cosa lasciare online e che cosa proporre.
Serve un contratto fra sceneggiatore e disegnatore?
Sì, conviene mettere per iscritto gli accordi prima di inviare la proposta: ruoli, divisione dei compensi, uso dei personaggi e che cosa succede se uno dei due lascia. Un accordo chiaro evita conflitti proprio quando il progetto comincia a funzionare.