Hai un quaderno pieno di ricette, quelle che prepari da anni e che gli amici ti chiedono di scrivere. Pensi che basti metterle in ordine, aggiungere qualche foto e mandare tutto a un editore. In realtà, tra una raccolta di ricette e un libro di cucina pubblicabile c'è una distanza che conviene conoscere prima di partire.
Il motivo è semplice: gli scaffali di cucina sono tra i più affollati di una libreria, e ogni editore ha già in catalogo decine di titoli sulla pasta, sul pane, sui dolci. Non gli serve un'altra raccolta generica. Cerca un libro che si distingua per un'idea, per una voce e per qualcuno disposto a comprarlo.
Questa guida ti spiega che cosa guardano gli editori in un ricettario, come costruirlo, come gestire le fotografie e come preparare una proposta che si faccia leggere. Nessuno può garantirti l'esito, ma puoi arrivare all'invio con un progetto solido invece che con un'intenzione.
Che cosa cerca un editore in un libro di ricette
Un editore non valuta soltanto se le ricette sono buone. Valuta se esiste un libro, cioè un progetto con un'identità, un lettore e una ragione per stare in libreria. Di solito pesano quattro elementi.
Un punto di vista riconoscibile
«Ricette della tradizione» non è un punto di vista, è una categoria. Un punto di vista risponde a una domanda più precisa: perché questo libro e non un altro? Può essere un metodo (cucinare senza sprechi, cucinare per una persona sola), un ingrediente, un territorio osservato da vicino, una tecnica, un'esigenza alimentare, un modo di organizzare la settimana.
Un buon test: riesci a descrivere il libro in una frase che lo distingua dagli altri? Se la frase potrebbe valere per cento ricettari, il progetto non è ancora a fuoco.
Una storia
I libri di cucina che restano non sono elenchi di istruzioni. Hanno una voce: ricordi di famiglia, un mestiere, un viaggio, una trasformazione personale. La storia è ciò che rende credibile te come autore di quel libro e dà all'editore qualcosa da raccontare a librai e giornalisti.
Non serve una vita straordinaria. Serve un legame vero e specifico con quello di cui scrivi.
Un pubblico preciso
«Tutti quelli che amano cucinare» non è un pubblico. Pensa a una persona concreta: chi è, quanto tempo ha, quali ingredienti trova, che cosa teme in cucina. Un libro pensato per chi parte da zero è molto diverso da uno per chi vuole perfezionare una tecnica, e un editore deve capire a chi si rivolge per sapere dove collocarlo.
Una piattaforma
Nella cucina più che in altri generi conta quanto l'autore è già in contatto con un pubblico: un blog seguito, canali social attivi, corsi o serate dal vivo, una rubrica, un'attività di ristorazione o di formazione. Non è una condizione obbligatoria, ma è un elemento che molti editori guardano con attenzione, perché è un canale di promozione già costruito. Se non ce l'hai, non è la fine: significa che il resto della proposta deve essere ancora più convincente. Sul tema ti può aiutare come promuovere il proprio libro.
La struttura del ricettario
Un ricettario ben fatto ha un ordine che il lettore capisce al primo sguardo. Le scelte più comuni sono:
- per portata: antipasti, primi, secondi, contorni, dolci;
- per stagione o per ingrediente, se il libro ruota attorno a prodotti specifici;
- per occasione o per tempo disponibile: cene veloci, pranzi della domenica, preparazioni da fare in anticipo;
- per percorso di apprendimento, dalle basi alle ricette più complesse.
Qualunque criterio scelga, rispettalo fino in fondo. Un libro che mescola tre logiche diverse disorienta chi lo sfoglia in libreria.
Oltre alle ricette, pensa alle parti che danno valore all'insieme: un'introduzione che spieghi l'idea del libro, una sezione sugli strumenti e sulle dispensa di base, le tecniche richiamate più volte, magari un indice per ingrediente. Sono le pagine che fanno sembrare il libro un progetto compiuto.
Ricette testate e scritte in modo uniforme
Qui si gioca gran parte della credibilità. Un ricettario si usa con le mani sporche, in piedi davanti ai fornelli, e il lettore si fida di te quando la ricetta riesce.
Testare davvero
Ogni ricetta va provata, e possibilmente da qualcuno che non sei tu: un amico, un parente, un lettore del blog che segua le istruzioni alla lettera. Quello che a te sembra ovvio, a un'altra persona non lo è. Un passaggio dato per scontato, un forno diverso, un ingrediente con un altro nome possono far fallire il piatto.
Scrivere tutte le ricette con lo stesso schema
L'uniformità è un segno di professionalità. Decidi una volta per tutte come scrivere:
- il titolo della ricetta e, se serve, una breve presentazione;
- le dosi, con la stessa unità di misura ovunque e per un numero di porzioni dichiarato;
- gli ingredienti, elencati nell'ordine in cui si usano;
- i passaggi, in sequenza numerata, con tempi e temperature indicati sempre allo stesso modo;
- eventuali varianti, consigli o conservazione, in uno spazio riconoscibile.
Anche il lessico va tenuto coerente: se in una ricetta scrivi «scolare» non passare a «sgocciolare» nella successiva per la stessa azione. Quando rivedi il testo, ricorda che è un lavoro simile a quello descritto in come revisionare un romanzo: più passate, ognuna con uno scopo preciso.
Attenzione all'originalità
Le ricette tradizionali sono patrimonio comune, ma il testo con cui le descrivi, la scelta delle ricette, l'impostazione del libro e le fotografie sono il tuo contributo. Non copiare formulazioni da altri libri o siti, e se una preparazione deriva da una fonte precisa, citala. Per approfondire il tema trovi plagio letterario: che cos'è e come difendersi.
Le fotografie: chi le fa e chi le paga
Un libro di cucina senza immagini è possibile, ma la maggior parte dei lettori si aspetta di vedere il piatto finito. Per questo la domanda sulle fotografie è una delle prime che un editore si pone, perché incide sui costi di produzione più di quasi ogni altra voce.
Le possibilità più frequenti sono tre:
- le fotografie le realizza l'autore, se ha le competenze e un livello tecnico adeguato alla stampa;
- le commissiona l'editore, con un fotografo e uno stylist suoi;
- le fornisce un professionista scelto dall'autore, con accordi da definire.
Non esiste una regola valida per tutti: chi le fa e chi le paga si concorda nel contratto. È un punto da chiarire per iscritto, insieme a chi detiene i diritti sulle immagini, a come potrai usarle per la tua promozione e a che cosa succede se l'editore le riutilizza. Se in una proposta ti viene chiesto di sostenere tu i costi delle immagini come condizione per pubblicare, fermati e rileggi editoria a pagamento: come riconoscerla prima di firmare. Per le clausole in generale c'è il contratto di edizione.
Nella proposta iniziale non servono foto da copertina. Servono immagini che mostrino il tono visivo che hai in mente: luce naturale o scenografica, piatti rustici o eleganti, ambientazioni domestiche o da studio. Poche immagini curate valgono più di una cartella di scatti disomogenei.
La proposta all'editore
Non inviare l'intero libro. Un ricettario si valuta su un materiale più snello, che permetta all'editore di capire in pochi minuti se il progetto fa per lui. Prepara:
- una presentazione del progetto in poche pagine: l'idea, il punto di vista, il pubblico, che cosa rende il libro diverso da quelli già in libreria;
- un indice ragionato, con i capitoli e l'elenco delle ricette previste;
- alcune ricette campione, complete e nel formato definitivo, scelte per mostrare la varietà del libro e la tua cura;
- se ce l'hai, un campione di fotografie o un'indicazione chiara su come verranno realizzate;
- una breve nota su di te: la tua storia, la tua competenza, la tua piattaforma. Ti può servire come scrivere la biografia dell'autore.
Accompagna tutto con una lettera breve, che vada dritta al punto. Un esempio di impostazione:
Gentile redazione, vi propongo un ricettario dedicato alla cucina di recupero per chi vive solo: ricette pensate per una porzione, con ingredienti comuni e tempi ridotti.
Allego una presentazione del progetto, l'indice, alcune ricette complete e una breve nota biografica. Resto a disposizione per inviare il materiale restante.
Cordiali saluti
Controlla sempre le indicazioni di invio di ogni casa editrice: alcune accettano proposte via email, altre solo in certe forme o attraverso un agente. Per file, formato e modalità trovi come inviare un manoscritto a una casa editrice, e per l'impostazione della lettera il modello di lettera di presentazione. Prima di spedire, puoi anche pensare a come proteggere un manoscritto.
Le risposte possono arrivare dopo tempi lunghi, e molte volte non sono positive. Se succede, il manoscritto è stato rifiutato: che cosa fare adesso ti aiuta a ripartire senza perdere il materiale che hai costruito.
L'alternativa: il self publishing
Se hai già un pubblico tuo, o se il libro è pensato per una nicchia molto precisa, puoi decidere di pubblicare da solo. Con il self publishing mantieni il controllo su impostazione, grafica e prezzo, ma ti assumi anche tutto il lavoro che altrimenti farebbe l'editore: revisione, impaginazione, fotografie, copertina, promozione e vendita.
Per un ricettario illustrato questo vuol dire tenere insieme molte competenze e sostenere i costi di produzione di tasca tua. Alcuni autori lo vivono come una libertà, altri come un peso. La scelta dipende da quanto vuoi dedicare a ogni fase e da quanto puoi contare su un pubblico già raggiunto. Per decidere con calma leggi self publishing o casa editrice: come scegliere e quanto costa pubblicare un libro.
Un libro autopubblicato che funziona può anche diventare, più avanti, un biglietto da visita per un editore: ne parliamo in si può proporre a un editore un libro già autopubblicato.
Come può aiutarti Agenzia Letteraria Italia
Un ricettario si gioca prima dell'invio: servono un'idea a fuoco, una voce e materiali preparati con cura. Su questo possiamo darti una mano concreta.
Agenzia Letteraria Italia rappresenta gli autori presso case editrici non a pagamento: presenta il tuo progetto solo a editori che non chiedono soldi, contributi, acquisto di copie o servizi a pagamento. Il percorso si svolge nella tua area personale, dove carichi il testo e ne depositi una copia con data certa. Lo leggiamo per intero e l'esito della prima lettura arriva entro 21 giorni. Se non è ancora pronto, te lo diciamo senza proporti corsi. Poi lavoriamo insieme sul testo, con commenti a margine, e l'ultima parola resta tua.
Preparare la proposta significa costruire scheda editoriale, sinossi, profilo dell'autore ed estratti, e scegliere gli editori per collana e catalogo, non a caso. Contrattiamo con gli editori giusti per il tuo manoscritto e facciamo rispettare le cinque garanzie:
- solo case editrici No EAP;
- royalties di almeno il 15% sui ricavi dell'editore, con base di calcolo scritta;
- copie in omaggio;
- presenza del libro alle fiere a cui l'editore partecipa;
- piano di marketing e distribuzione presentato prima della firma.
Nessuno può prometterti la pubblicazione. Seguiamo, tra gli altri, saggistica divulgativa e memoir, mentre non seguiamo la manualistica tecnica: se il tuo libro è più racconto che manuale, puoi candidare il manoscritto.
Domande frequenti
Posso pubblicare un libro di ricette senza essere un cuoco professionista?
Sì, non serve un titolo professionale. Conta di più che tu abbia un punto di vista chiaro, ricette affidabili e una ragione credibile per scrivere proprio quel libro. Un legame autentico con ciò che racconti, un territorio, una famiglia o un metodo personale, pesa spesso più di un curriculum.
Quante ricette deve contenere un libro di cucina?
Non esiste un numero fisso: dipende dal formato, dal tipo di libro e dal livello di dettaglio di ogni ricetta. Un ricettario ricco di fotografie ne contiene in genere meno di uno essenzialmente testuale. Conviene chiedere indicazioni alla casa editrice a cui ti rivolgi, perché la scelta influisce sui costi di produzione.
Chi paga le fotografie di un libro di ricette?
Dipende dagli accordi presi con l'editore e va chiarito per iscritto nel contratto, insieme alla titolarità dei diritti sulle immagini. In alcuni casi le realizza l'autore, in altri le commissiona l'editore. Se ti viene chiesto di pagare le immagini come condizione per pubblicare, è un segnale da valutare con molta attenzione.
Meglio una casa editrice o il self publishing per un ricettario?
Dipende dai tuoi obiettivi e dalle risorse che hai. Con un editore ti affidi a una struttura che cura produzione, distribuzione e promozione, ma devi convincerlo del progetto. Con il self publishing decidi tutto tu, ma ti occupi anche di ogni fase e dei relativi costi.